Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <549>
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// marchese Giorgia 'Wivulzio-Pallavicino (1796-1878) 549
mettere le .'pìàit, grandi o> là più nocive azioni, sempre senza premedita­tone ;.
Presentatosi il 5 dicembre alla Commissione di 1* Istanza, presie­duta dal mellifluo Menghin, dopo aver dichiarato di essere stato costi­tuito due giorni innanzi per una dichiarazione fatta spontaneamente , resìstendo per due .ore al fuoco incalzante delle domande mosse dall' In­quirente, negò di essersi incontrato in Piemonte con profughi lombardi, escluse che la sua immediata visita ài Gonfalonièri al ritOM avesse avuto lo scopo di fornire informazioni politiche, asserì di non aver sen­tito parlare di macchinazioni rivoluzionarie per sottrarre all'Austria le Provincie lombarde e per introdmm- una costituzione * negò di cono­scere lo scopo della Rivoluzione Piemontese e di aver sentito parlare di un Congresso di Alte Potenze: in Firenze. Sempre negativo conchiudeva essere fallaci gli indizi contro di lui, rimandando i giudici ai suoi pre­cedenti costituti. Disgraziatamente per lui e per gli altri non ristette a lungo in questa linea difensiva e nel secondo interrogatorio del 13 di­cembre (i, si lasciò andare a quella confessione ampia e dettagliata, che gettò un'ombra su tutta la sua vita e che gli creò una situazione difficile nei. riguardi dei coimputati, tanto che il soggiorno, già tristis­simo*. allò1 Spielberg gli riuscì intollerabile.
Il Pallavicino, nelle proprie Memorie (2), scrive che l'astuto giu­dice sì -salse? 4fe suo profondo amor figliale per espugnare la sua costanza . La Belgiojoso, che vuol sempre mostrarsi in forra atissima, scrive che la Marchesa, la quale non cessava di assediare l'anticamera del Tribunale informata da Un giudice che la condotta del Pallavicino indisponeva gli animi, poiché la confessione che gli si chiedeva non era che una formalità, perchè il governo conosceva la macchinazione in tutti i particolari, implorò un abboccamento per indurre il figlio a mutar linea M cond'oM e; questo, dopo l'incontro confessò: quel tanto che gli si chièdeva e che non credeva più ignorato da alcuno Non possiamo né contestare né appoggiare questa versione, tuttavia è noto conte rientrasse nei sistemi, della Commissione il procedere ad inter­rogatori subito dopo le sospirate visite di parenti per sfruttare momenti di possibile debolezza e di commosso abbattimento. Sappiamo però che la contessa Anna Besozzi il 12 idiéemfeet valendosi del diritto concessole dalla legge, chiedeva di essere esonerata dal deporre e che il giorno seguente JC custode delle carceri domandava; al Direttore Ge-
1; -Vedi: D'ANCONA, Fi Con/alouierì, p. 231. pi Mfcnorie, voi. jd;.p. afe