Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <553>
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il marchese Giorgio Trivulzio-Pallavicino (1796-1878) 553
beo, coinè il 6 aprile 1821 venisse arrestato per la simulata compera dei beni del fuggiasco Pecchio e poi rilasciato. La Polizia però, con­sapevole delle strette relazioni che passavano tra Confalonieri e Trecchi, stimò opportuno (dopo l'arresto del Conte) di sottoporre quest'ultimo ad un'improvvisa perquisizione ed a trattenerlo in provvisoria custodia alla disposizione della Polizia . Intanto il 17 dicembre il Pallavicino inter­rogato intorno ai suoi rapporti col Barone rispondeva di conoscerlo appena per averlo visto in casa Confalonieri ed escludeva di aver tenuto con lui discorsi riguardanti la Rivoluzione Piemontese essendo egli so­prannominato l'aimaòle etour di .
II Trecchi venne nuovamente rilasciato non essendo risultato a suo carico altro che una corrispondenza epistolare con Giuseppe Pecchio, ma le deposizioni posteriori del conte Confalonieri diedero ai parimi va­ghi sospetti che colpivano il Trecchi quella consistenza legate, per cui la Commissione ha credulo giusto di sottoporre anche lui alla inquisizione speciale . (1). E noto come il Trecchi, mantenendosi costantemente ed irremovibilmente sulla negativa quantunque avesse cmilro le deposizioni del Confalonieri , sfugisse agli orrori dello Spielberg.
Risulta chiaro da quanto si è detto che M Pallavicino rimase del tutto estraneo all'arresto di lui e che l'affermazióne del Sandonà non risponde a verità.
Per infirmare maggiormente le gravi deposizioni compromettenti il Confalonieri, il giovane pensa di fingersi pazzo, ma l'espediente non poteva necessariamente modificare l'andamento del Processo, perchè, anche se fosse stato ammesso lo stato anomale presente, non avrebbe la sopraggiunta pazzia potuto annullare la gravità delle precedenti con­fessioni convalidate anche da quelle non meno dettagliate di Gaetano de CastiUia. D'altra parte la Commissione non vi credette malgrado le relazioni del custode intorno all'inquieta e strana condotta di questo detenuto per cui << fa anche castigato con digiuno , nonostante la con­corde testimonianza in tal senso dei condetenui Pedretti e; Terragni, i quali non esitavano ad ammettere che il Pallavicino fòsse affetto da un grano di pazzia per certe manifestazioni evidenti (2). Però, quantunque anche la perizia medica fosse risultata negativa, la persistente ritratta­zione del Pallavicino, finì collo sconcertare i giudici, così che Stras-soldo, in un rapporto a Metternich 4el 15 febbraio 1822, era costretto
t)i Relazione Salvotth F. Confalonieri.
(a) Luzio: Nuovi documenti sul Processo Confalonieri, vedi a pp. 182-190,