Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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556
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Luisa Plori
Tutti infatti nel corso del Processo avevano deposto intorno al suo fanatismo politico, al suo eccessivo entusiasmo, pericoloso per la causa che difendeva ed anche Alessandro Visconti d'Aragona aveva dichiarato di averlo sentito esaltare con gran calore, tanto che lo credette pazzo, la Rivoluzione, alla quale si diceva pronto di cooperare colla persona e col denaro, affermando che il morire per la Patria era la più bella cosa di questo mondo e che erano da invidiarsi i capi ribelli morti per la causa della libertà (i). Non è impossibiile quindi ch'egli si offrisse spon-toneamente di impadronirsi del Comandante della guarnigione, sapendo, come fosse nei progetti dei liberali di paralizzare le autorità appena i Piemontesi avessero varcato il Ticino. Prove legali intorno a ciò la Commissione non ne possedeva, tuttavia questo diventò uno dei più gravi capi d'accusa a suo carico. Gli stavano contro a questo proposito le deposizioni di Carlo de Castillia, che aveva dichiarato come l'idea fosse nata al Pallavicino, il quale insisteva sulla facile eseguibilità del progetto, anche Gaetario de Castillia aveva confessato di averne parlato con l'inquisito senza concretare però alcun piano, così pure Borsieri il quale si diceva informato dal. Gonfalonieri. Quest'ultimo protestò sempre di essere estraneo al complotto e di aver anzi tentato, benché costretto al letto da grave malattia, di distogliere gli esaltati dall'effet-tuare il progetto, per l'amicizia che lo legava al generale austriaco, il quale d'altra parte non gli negò mai il proprio appoggio né durante, né dopo il processo. Il Confalonieri nelle proprie Memorie (2) accenna alla visita, fatta a lui ammalato, di un giovane che gli parlò del piano di sequestrare il Bubna concertato da diverse persone favorite dalla complicità di uno scudiero del maresciallo, ma di non avervi fatto caso date le circostanze di persona e di tempo . Essendogli stata però ripetuta la cosa da persona più attendibile, nella notte, agitatissimo, scrive di aver pregato un amico di fare un sopraluogo intorno al palazzo del Comandante, per sventare se mai il progetto; l'ispezione fu compiuta ma dovunque si era trovato calma e silenzio.
Da una relazione di Strassoldo al principe di Mettermeli del 4 aprile 1:822 (3) apprendiamo che molte persone erano incolpate di tale delitto, ma che nessun elemento positivo era emerso, sembrava però che il progetto fosse stato fermato dall'Avvocato Vismara qui itati
(1) Vedi Registro delle Risultanze Processuali, leti. P.
fé) Pa 67-
(3) Vedi D'ANCONA, p. a88.