Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <558>
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Luisa Mori
all' Inquirente (i) qualora S. Maestà;, usando della solila Sua clemenza, volesse far grazia tanto a me quanto ài de Castìllia io né sarei ben grato, ma se mai ritenesse necessario di fiimirc MPJ. "P Valtro di noi in tal caso La supplico di punire piuttosto me che non il de Castìllia essendo questi necessario alla sua famiglia . In queste parole v' è forse dell' ingenuità, ma è necessario riconoscervi anche della onestà generosa: ed anche la deplorevole confessione del 13 voleva che non si ritenesse fatta per desiderio di rendersi con questo meritevole della grazia Sovrana .
La sua inquisizione era quindi chiusa da più d'un mese, quando Salvotti deliberò di riaprirla il 9 gennaio 1823, alle sette di sera, per comunicargli queste deposizioni del Gonfalonieri: Seduttore dèi Pkh lavicùio fu Giuseppe Pecchio, il quale lo aggregò ad una polìtica So­cietà detta Federazione, il Pallavicino stesso me l'ha confidato. Al Pecchio diceva avere il Marchese prestato giuramento e versato cento luigi. Aveva anche ammesso il Conte, come sappiamo, di aver mostrato, sempre per incarico del Pecchio ad alcuni, fra cui il Pallavicino, lo Statuto della Federazione, alla quale egli si dimostrava però estraneo. Abbiamo visto come dopo la pubblicazione di questo fatta dal Bersano ogni dubbio in proposito sia caduto.
Nelle sue Memorie il Confalonieri accenna al confronto avvenuto quello stesso giorno col Pallavicino e così deplora: (2) Pallavicino* riassumendo istantaneamente una vena di quella pazzia che aveva im­preso a far credere ?iei primi mesfy- si- rifiutò ad ogni risposta e per tal modo la via mi fu troncata a provare una particolare smentita dì due punii che assai m'importavano : La nessuna mia consapevolezza della sua andata al Principe di Carignano e l'attentato che erasi progettato contro il Maresciallo Buòna. Quando al primo fatto dai costituiti ri­sulta chiaramente che il Pallavicino dichiarò subito di essere andato da Novara a Torino per consiglio del Generale S. Marzano, il quale gli aveva detto che allo stesso scopo già aveva inviato l'Arconati e che 4 colpo sopra colpo avrebbe determinato facilmente il Principe alla im­presa. Mai egli disse mandatario il Confalonieri, quanto al secondo punto avendo sempre persistito nel negare l'esistenza del complotto non avrebbe potuto difendere il Conte dalla energicamente respinta accusa.
(1) VII Costituto del 29-1-22. Risp. 263.
(2) Memorie del Confalonieri, p. 49.