Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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559
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// marchese Giorgio Trivulzìo~Pattotncìno (1796-1878) 559
Dal costituto (k) non appare però, come vorrebbe il Pallavicino nelle proprie Memorie, che il confronto avvenisse per sua richiesta, ma vi leggiamo che in vista delle sue risposte negative venne ordinato al Custode di introdurre U 'divenuto Confalonierì. r> Sempre nelle Memorie (2) egli scrive che gli parve vedere nello sguardo implorante del suo povero amico una calda preghiera di aiuto e che messo al bivio fra 11 calunniare il Pecchio, benché fuggiasco (in realtà eccesso di scrupolo) ed ìl mandare al patibolo, colla taccia di spergiuro, il carissimo degli amici miei, l'uomo al quale avevo posto amore fraterno e venerazione figliale i; vide una sola vìa d'uscita, quella di rifiutarsi di rispondere col pretèsto che ormai la sua inquisizione era chiusa.
In realtà è evidente che V indegno sistema di aizzare i detenuti gli uni contro gli altri aveva ormai allentato i vincoli di buona amicizia, di scambievole e piena fiducia fra questi infelici e che i due uomini, resi diffidenti dall'atmosfera di inganni e di disonestà in cui vivevano ormai da lunghi mesi, fossero ormai divìsi da un sordo, latente rancore.
Conialoniéri vedeva nel giovane la causa della sua sventura, il Pallavicino scorgeva nell'altro il primo responsabile, il dominatore, che voleva mantenere anche in quella penosa situazione il predominio che respingeva ogni accusa, ogni responsabilità, che voleva salvarsi.
È noto come questo tragico colloquio sia divenuto in quella ridicola apologia del Confalonieri che sono le Memorie del vanesio Andryane (3) una scènàuffa, dove, per mettere in luce un idolo, si abbatte, si copre di ridicolo un uomo, che pur tanto ha dato per la causa nazionale e che offeso nel proprio orgoglio e nella propria dignità, reduce affranto esasperato degli ergastoli austriaci, sarà còsi trascinato ad usare una volta mezzi di difesa riprorevoli e bassi.
Sarebbe bastato anche il solo viaggio in Piemonte per dichiarare il Pallavicino reo d'alto tradimento (4), ma a ciò s'aggiungeva la partecipazione ad una società con scopi rivoluzionari, essendo da giudicarsi tali l'unità e Tindipendenza d'Italia (5). Altri capi d'accusa per le ingenue e luminose confessioni del de Casiittia erano inoltre: la par
ti) XVII Costituto del 9---'a3*.
(a) Memorie del Pallavicino, pp. 29*35. voi;TP,
(?) Ivi, p. 37-
(4.) Relazione Sai voi ti.
(5) A