Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <561>
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// marchesi Giorgio Trivul*io>Pallavithto (1796-18.78) 561
Alle ri il Presidente Della Porta comunicò privatamente la sen­tenza ai condannati e le relative sovrane risoluzioni e li ammonì a vo­lersi con rassegnazione adattare alla loro sorte e colla loro buona con­dotta meritarsi ulteriori riguardi dalla sovrana clemenza e li esortò nel tempo a comportarsi col dovuto rispetto durante la formale pubbli­cazione della sentenza.
Nella notte infatti era stato drizzato in Piazza della Vetra il pa­tibolo per l'esecuzione in effigie dei contumaci ed il vesterone al Palazzo di Giustizia, capace questo palco di sei individui, per i quali pure erano stati forniti << i ferri occorrevoli ed adatti alla circostanza .
Intanto la Polizia aveva preso opportuni accordi coli'Autorità Mi­litare per un imponente schieramento di forze per conciliare alla pubblicazione di cui si tratta tutto il rispetta che esige V importanza del­l'argomento .
Si erano aumentati i presidi dell' I. R. Corte, della Guardia e for­niti drappelli di cavalleria i quali, caricando la folla addensatasi nei paraggi già alcune ore prima della lettura, diedero luogo a manifesta­zioni ostili rivolte contro la truppa e non già, come vorrebbero alcuni, ai condannati.
Certo un brivido di pietà e di commozione deve aver percorsa la moltitudine all'apparire di quei giovani incatenati ed affranti da due anni di detenzione e di torturante attesa, anche se il loro delitto non rappresentava per tutti eroismo, sacrifìcio, generosità, anche se, come scrive la Belgiojoso, il popolo influenzato dalla doppiezza au­striaca aveva sentito tante volte che i liberali macchinavano contro la vita dei poveri, contro la quiete dello Stalo e la pubblica felicità .
Certo fra la moltitudine vi saranno state anche persone che troppo mal celavano al preso posto ed al loro contegno la volgare tempra dei loro animi (1) ma certo i più erano accorsi per mandare uno sguardo di simpatia, di commiserazione, di pietà a quei generosi. L'amarezza delle parole del Confalonieri può rendere quindi più attendibile il rap­porto stesò dal Torresani secondo il quale il Conte avrebbe lanciato Interamente il proprio sguardo sulla folla; degli spettatori, sprezzante come il Pallavicino, mentre invece il de Roner aveva osservato come <t. Confalonieri ed il mai sempre petulante e sfaccialo Pallavicino furono i più abbattuti (2).
Cessato il mormorio dell' immenso popolo che circondava il Tri­
ti) Memorie del gonfalonieri, p. 136.
(a) SANDONÀ, Rapporti del Roner e Torresani, pp. 334-345.