Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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562
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562 Luisa Fiori
bunale, occupava I balconi ed i eSj fele /case' veéQBtahti. assiiBuMM li detenuti a grossi anelli, infissi nel muro un attuario criminale 4.ÌA 'M cui voce iioìi invidiava- quella dì Marte *,. dai) balcone del Palazzo, lesse la sentenza, i condannati si mantennero tranquilli e taciturni, l'ordine pubblico non fu turbato, là folla si; mancane contegnosa e riverente. Scrive il Pallavicino un frentiifo -4'omettir ièvossi quando s'iti* tese che uomini onorandi venivano Sepóttii ancor itivi nelle tombe della Spielberg (1).
JDopo ìa pubblicazione, cessando i condannati di essere sotto la giurisdizione e la sorveglianza della Commissione .furali:; trattenuti nel carcere criminale sino a notte alta e poi passati a quello politico. Scrive l'attuario Cardani alla cui custodia erano affidati: tutte} promesse operazioni si effettuarono a seconda delie superiori istruzioni ion tutto la tranquillità essendosi eziandio li' ondanuaM condotti con rispetto e colla dovuta decenza (2).
Alla vigilia tristissima del loro viaggio i condannati .'.'ebbero, alla presenza d'un impiegato di Polizia un colloquio eoi parenti, da una lettera rassegnata e forte alla madre di due giorni dopo la sentenza sappiamo che il Pallavicino ebbe la visita dello zio e del patrigno, il quale pare che, subito dopo, andasse a Vienna ad implorar grazia, l'Imperatore la rifiutò per ragioni di' Statò, rendendo giustizia però all'eroismo del giovane, risultandogli dal Processo che egÉ si'.era sacrificato per salvare i suoi compagni. Forse <et*be l'amaro conforto di abbracciare anche la madre, poiché non smentisce il Misley, che, facendo la storia di quest'epoca tristissima e narrando i gasi del Pallavicino con infinite inesattezze, accenna a questo colloquio concluso dal condannato colle parole che la Storia ha messo in bocca a più;:
Tutto è perduto fuorché l'onore.'
I 1824-1840 I
Il 5 febbraio 1S24 prima dell'alba i condannati, sotto la scorta del Bolza e del Tecini, attraversarono la città acldormantata, colla morte nel cuore, senza una speranza di ritorno, salutati poi ed attesi; lungo il triste pellegrinaggio dalla riverente pietà popolare.
L'Andryane, che non sa rinunziare all'occasione di coprire di ridicolo il povero Pallavicino, attribuisce alla piccola statura ed al por-
(1) Memorie del Paravicina, p. 75.
(a) Vedi doc. n. 3090. Cartella 47. Processo dai Carbonari.