Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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563
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Il marchese Giorgio Trivulzìo-Paltavicino (jjpó-fHjS) 563
lamento alteramente ridicolo di lui, il noto incidente di Verona. È risaputo come la folla, andata ad. incontrare fuori di città il pietoso convoglio, Ifcritata e delusa per l'ordine dato dal comandante di città all'ufficiale che guidava la scoria: delle, vetture iL- abbassare le tendine per evitare manifestazioni popolari, 'lacerasse nscM Tnoir già ai idgportandi, ma alle truppe.
I documenti pubblicati dal Sandonà (J ci permettono inoltre di stabilire clie ila cosa noti fini qui, ma che Bolza, protestando perchè .Ùojfc isi era provveduto in modo conveniente ad ospitare i prigionieri, m espresse;tt maniera poco ImiMgMepa fie~tàJumionaf suscitando mi putiferio di proteste da parte del pubblico che vedeva in lui il forestiero che insidia dei -propri, e da oM. anche il contegno freddo della popolazione versò . condannati. *
Secondo l'Andryane al Marchese non sarebbe sfuggito di essere l'oggetto della generale derisione e lanciando occhiate di sdegno all'ingiro avrebbe esclamato': Nòti 'l'è che una Verona in Italia. E poiché il -vociare della folla inurbana ammassata nel cortile arrivava anche alle camere a Stato assegnate, il giovane dando in escandescenze avrebbe scagliato su di essa tutti gli oggetti che teneva a portata di mano ed avrebbe voluto schiacciarla saltando su quelle teste, se non fosse stato energicamente trattenuto. Tanta violenza in un corpo tanto meschino fa ricorrere alla mente del francese il povero cospiratore del PeveriI del Piceo di Walter Sfeott" ed al Confalonieri il coraggioso nano di GeofFrey in cui il cuore è tanto ricco ed il corpo cosi meschino che la testa non pub sempre conservare un giusto equilibrio Ira il volere ed il potere, Questo confronto doveva necessariamente offendere il Pallavicino, come dovette urtarlo la falsità di tutto questo racconto. Avrebbe infatti scritto con serenità proprio da Verona alla madre compiacendosi della gentilezza dei lómjmissar; del. aspetto: delle scorte, delle testimonianze delle popolazioni, se nella stéssa città egli fosse stato oggetto di insulti e di scherno? (gi)1 .
Evidentemente l'Andryane scrive un romanzo B: non la storia.;- secondo la sua narrazione, che risulta però sempre meno attendibile, costretta dividersi a Vijllaco da gonfalonieri, ridotto in pessime condizioni di salute, il Pallavicino, sempre roso dal rimorso, avrebbe implorato piangendo; (:) federico, il tuo perdono. Se in realtà il
(1) SANDOHÀ., op. cit., p. 263 e sgg. (i)lMetnorie del Pallavicino t p. 76, voi. I. (3) AffDJtAiNE, voi. II, p- 262,