Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <565>
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stro dì qualche miserò ed innocente ricordo sfuggito fino allora e con­servato gelosamente come un talismano, qualche libricino, qualche me­moria scritta con quel laboriosi espedienti che la solitudine suggeriva, Da ciò un processo che portò al rmvsM custode ìnapo... fatto respon­sabile delle iti/razioni occorse . Non ci è possibile stabilire se proprio al Pallavicino si debba l salire la responsabilità delle ;pìÉ severe mi­sure, poiché anche il Sandonà, che solo ebbe fra mano i rapporti che formano la storia dei nostri prigionieri allo Spielberg, sf< occupa sol­tanto dei fatti posteriori al 1830*
Malgrado; le ereseentf restrizioni questi uomini abituati al lavoro intellettuale, alle occupazioni spirituali,: Jion trascurarono1 mai di usare mezzi ingegnosi, di Ricorrere a dentativi commoventissimi per spezzare la barriera di sepolcrale silenzio e di isolamento che li opprimeva.
Il Pallavicino, che ebbe per tre anni un compagno di carcere poco gradito, Francesco Arese, inviso a molti perche sospettato di aver com­prato la clemenza imperiale con rivelazioni e delazioni, era riuscito a stabilire contatti col Pellico e col Maroncelli e reciproco scambio di composizioni: letterarie. Prima ancora di quel Canto del Prigioniero eh egli scrisse dopo la loro partenza in previsione d'una prossima fine, aveva egli composto una ti filerà poetica 'in versi martelliani, cioè un catalogo deghV eresiar eli i, aveva: narrato le proprie vicende politiche in una satira Meiiippeà, aveva raccolto logografi satirici e filosofici in un lavoro intitolato la Sfinge (ri Con grave discapito della vista, già indebolita dalla semi~oscurilà del carcere, io passava parecchie ore del giorno incidendo quelle baie su la parete collo spillo indicato . Collo stesso sistema sulle pareti della .gelila; il povero prigioniero, che non aveva smarrita la s.t*a fèfei. ifoiéidèvà* VItalia sarà .
'Imperatore, ossessionato sempre dal desiderio di chiarire certi punti rimasti scuri, anche" 3 processo concluso, non trascurava di va­lersi dell'opera di sacerdoti indegni, di funzionari preparati da lunghi tirocini ai laidi misteri della poliem imperiale . Sarà contro il sotto-intendente Wegratli,. l'infamissima spia, adibita, per la sua conoscenza dei dialetti lombardi, alla sorveglianza esclusiva del corridoio dei prigio­nieri italiani, dei quali spiava le intime- conversazioni e dava ogni giorno particolare rapporto, sarà contro questo uomo che si volgerà tutta l'antipatia, tutta l'amarezza, tutta l'esaltazione del povero Pallavi­cino, che, malandato in salute, minacciato dalla tisi, torturato da una
(1) Memorie' dal Patlai/ièifio, voi. J, p. 94.