Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <566>
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566 Luis Fiori
grave malattìa nervosa, non avrà neppur il conforto di sentirsi amato e sorretto dai compagni di sventura.
Che il Confalo ni eri godesse di particolari privilegi è certo, lo scrive egli stesso: ed il Sandonà, sempre severo col Pallavicino, afferma che solo questi speciali riguardi usati al Conte diedero origine alila pro­fonda scissione prodottasi in questo periodo fra I due lombardi.
I resoconti sanitari di questi anni :GÈ fanno pensare al Marchese come ad un povero essere torturato da una grave mania di persecu­zione e quindi irresponsabile.
I soli rapporti del direttore Muth (i) permettono di fare un po' di luce su quest'epoca tragica ed oscura della loro detenzione; il Con­fatomeli" non vi fa parola, perchè il suo racconto s'interrompe al '29, nelle Memorie il Pallavicino prometteva di chiarire le cause morali che scossero profondamente i suoi nervi negli anni 1830-32, In un'opera 1 misteri della prigione , che in realtà però, per motivi di delica­tezza, non scrisse mai. Dai documenti traspare lo stato di grave squili­brio psichico del giovane, a cui la lunga prigionia aveva logorato le forze fisiche e morali e la naturale eccitabilità metteva in gravissimo pericolo la ragione. Come spiegheremo altrimenti allora se non con una perfidia ragionata, inconciliabile con tutta la sua vita, l'odio improvviso e la diffidenza verso gli amici più cari? Se questa avversione non aveva ragione di essere bisogna ammettere nel Pallavicino, che li sospettava di veneficio a suo danno colla complicità del Wegrath, una forma mor­bosa di persecuzione, se lo si vuol considerare un uomo mentalmente sano bisogna convenire allora che questi mutati; sentimenti dovevano in parte dipendere dalla condotta degli altri prigionieri a suo riguardo, poiché egli mai si dimostrò uno scellerato, né un vile che sollecitasse favori ad ignominoso prezzo. A questa seconda ipotesi potrebbero anche portare le parole contenute in un resoconto del Muth (2): Sullo Spiel­berg avvennero fra i detenuti italiani alcuni fatti die eccitarono in un certo grado il Pallavicino già per stesso debole dì -nèWt ed esàl tato . Quali fossero questi fatti che lo spinsero a sospettare un com­plotto contro di lui, le carte non ci dicono.
Tormentato da maniaci sospetti, da folli paure, volle essere diviso dal Borsieri e dal de Castillia e chiese di non incontrarli più nella chiesa, né al passeggio. E non sappiamo vedere in lui il ricattatore, per ragioni di ignobile egoismo, il quale escogita un piano loiolesco (2)
(1) SANDONÀ, p. ,jtì
(2) Ivi, p. 3a?fe,