Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <567>
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// marchese Giorgio Trivulzìa-PallavUìno (1J96-ÌB78) 567
quando, assillato dall'idea fissa èàfe. È solò cambiamento d'ergastolo possa xidai'gili la salute e-- ia vpaee> cerca, di ottenerlo promettendo rive­lazioni' :èhe gli gravavano l'anima, ponendo quale condizione sìne qua non l'impunità delle persone che avrebbe nominate, Siamo ancora nel­l'ordine di azioni di un: irresponsabile; se egli fosse stato un perfido calcolatore, non gli sarebbe mancata la possibilità di fornire particolari veri od immaginarivìaveee furono una delusione quelle deposizioni che avrebbe voluto scrivere di pròprio pugnò, mentre non ne fu in grado per il eontimw tremòto delie site mani causato dall'esaurimento nervoso .
Era un attacco, personale al Confalonieri, privo d'interesse politico, che egli riteneva causa prima della pretesa persecuzione dei compagni e del Wegrath ed il Pallavicino appoggiava questa fissazione a discorsi riferita ss fórse male ÌnMrpetaj, ad espressioni loro poco benevoli a suo riguardo.
L'Imperatore, informato; 'dello stato di salute del detenuto, si de-ctS Cd aderire alla richiesta di opere letterarie, invocate da anni- e] 1! isolamento e la lettura restituirono un po' di calma al Pallavicino, il quale non trascurò l'occasione di una-; ìvjfsjta del direttore Muth nel set­tembre del 1832 per ottenere di seravétfè a S. M. implorando la libe­razione' in vista elei pietóso stato di salute. La grazia non venne, ma il 6 ottobre dèlio stesso anno fu trasferito all'ergastolo di Gradisca, poi ancora per sua richiesta alle carceri di Lubiana, dovei per impe­dirgli di corrompere altri guardiani, gli fu interdetto l'uso della parola. Così accadde che io vivessi tm anno intero condannato, alsilenzio come un trappista ed all' inazione completa, poiché eragM negato anche il lavoro materiale* Passavano gli anni ed egli si era rassegnato a consi­derare la prigione come la sua tomba, quando il 2 marzo 1835 alla torre del prigioniero arrivò un insolito scampanio, annunziatore d'uno straordinario.avvenimento; all'ora del pasto untguàdiano pietoso gli sussurra: È morto l'Imperatore l Dopo unÉ. anni ed silenzio se­polcrale una lettera della sorella Teresa Belgiojoso, accorsa a Vienna ad implorare grazia, gli aprì il cuore alla speranza, qualche tempo dopo, come risulta dal suo diario (1 potè- ;ria'b.braceiare la madre ed il patrigno. Intanto,, avendo egli accettato con immensa gioia la liberazione con­cessa dal nuovo Imperatore, (tene pare già presso il padre perorasse la causa dei prigionieri italiani, condizionata dalla deportazione in Ame­rica) eira passato alla sede di Polizia, dove era trattato con ogni ri­guardo. Già aveva dichiarato di provvedere anche a Gaetano de Ca-
(i) Memorie, voi. I, p; :*3,