Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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571
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// marchese Giorgi, -?fàtfmo-Paltavmiu> (1796-1878) ?1
Senza indugio si dispone g rientrare in città, incrocia per via la moglie e la figlia turbate per Raggravarsi della situazione, la bimba prosegue per luogo più sicuro, la donna slava che ama /' Italia non vuol abbandonare il marita. Porta Romana è chiusa, tuona il cannone, rispondono le campane a stórmo ed il Marchese soffre come cento dannati per l'impossibilità di accorrere dove ferve la lotta. Ma per la presenza del generale Clara, concittadino della Marchesa, il primo ostacolo è smosso ed essi,, gassando attraverso una folla di ianti boemi j j id? cavalieri ungheresi, sotto al fiscluar delle palle, penetrano foli Milano. Presentatosi a Casati offre il proprio braccio, è Congedato con insignificanti parole, tuttavia rimane nella casa Taverna posta nei Bigli, dove la municipalità siede in permanenza, e si adopera a respingere un attacco nemico. Il suo nome non figura neppure negli infiniti Comitati inferiori, collaboratori del Governo provvisorio, ma egli non si chiude in un'astiosa inazione e vestita l'uniforme della Guardia Nazionale notte e giorno incita colla parola e coir*esempio i deboli, affronta i sospetti, offre largamente il proprio denaro. Dovetti dunaiu starmene pago, non avendo ufficio pubblico, a promuovere la rivoluzione come semplice cittadino , ed il Governo Provvisorio prima ed il Ministero Centrale della Guerra poi gli rivolsero espressioni di riconoscenza e di lode per èssersi distinto per prontezza e generosità dì aiuti.
11 Pallavicino, poi intuendo come l'opera magnificamente iniziata sarebbe rovinata per la deplorevole condotta dei partiti, non ascoltato dai potenti cercò di indirizzarsi al popolo con pubblici manifesta ;()>, invitando a considerare con senno la catastrofe che ciecamente la Lom-bardia si preparava rifiutando la sola possibilità di salvezza; la fusione col Piemonte, la rinunzia a sorpassati municipalismi, Tonti di debolezza, a programmi di repubblica prematuri ed antilogici, per la sola forma governativa possibile allora: la Monarchia costituzionale di Carlo Alberto. La fusione venne accettata per suffragio popolare, malgrado le pubbliche accuse 'diì tradimento mosse al Governo dalla parte più accesa dei repubblicani, che conducevatto attraverso gli; organi! .mazziniani una violenta campagna anti-piemontese, ma le azióni militari, che da principio avevano dato adito a bene sperare, per la debolezza e la lentezza degli uomini del Governo, che non si sentivano sorretti dalla concordia popolare, rovinarono precipitosamente ed il 6 agosto gli Austriaci rientrarono in Milano e l'ex prigioniero dello Spielberg doveva a fatica aprirsi un varco e, passata la frontiera, riparare in Isvizzera.
(1) Memorie, voi. I, p. 227-