Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <578>
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57 8 Luisa Muri
spirito regionalistico in lui, Lombardo, mai un ideale di Unità e di Indipendenza nazionale concepito con un'ardire ed una larghezza quali pochi allora sapevano ed osavano dividere.
La sua professione di fede politica egli l'aveva fatta sinteticamente allo stesso Re: (ffc'jSHFJBHg ingannerei se vi dicessi che sono Pie­montese, IO SONO US ITALIANO DEL PIEMONTE .
Appena di ritorno in Torino si presentò subito al Re e M d'Aze­glio per convirtcetìi a valersi della discordia prodottasi nel campo re-pubblicano fra gli elementi avventati duce il Mazzini e quelli savi rac­colti intorno al Manin e che metteva il Piemonte nella condizione di attirarsi le simpatie e gli appoggi di questi ultimi, i quali più teneri dell'Italia che della repubblica avrebbero militato lealmente in favore, qualora il Regno Subalpino, fedele allo Statuto ed al tricolore, si fosse messo a capo della rivoluzione e della guerra nazionale.
Ma (2) il liberalismo municipale, il gesuitismo (reazionario) il repubblicano (poiché anche fra i repubblicani sì trovano gesuiti), l'Au­stria, l'Eliseo paralizzavano il Re e ìa riduzione dell'esercito dimostrò chiaramente che alla guerra non si pensava affatto e che la soluzione del problema nazionale era differita, se non abbandonata.
Attraverso l'attivo ed interessante carteggio che il Pallavicino ebbe cogli amici emigrati e specialmente col Gioberti negli anni dal 50 al! gay. gfte egli pubblicò '(3) nel 1875 quasi per protesta a quello del d'Azeglio è possibile seguire, fra speranze e scoraggiamenti, il concre­tarsi e lo svilupparsi del suo programma politico, che poi diverrà quello della Società Nazionale, di cui egli-stesso sarà il creatore e l'ispiratore ed il cui contenuto noi troviamo ampiamente discusso ed illustrato nel Rinnovamento del Gioberti. L'importante carteggio ci aiuta a spiegare l'evoluzione ultima delle teorie politiche del filosofo e a conoscere l'opera costante svolta dal Marchese sull'esule disgustato e diffidente.
Questi erano gli argomenti messi in campo dal Pallavicino per so5-; stenere la sua tesi*
Il Piemonte era il solo stato che perseguisse una politica anti-au-striaca, possedesse una dinastia, una storia, un governo, un esercito e quindi potesse mettersi a capo del movimento e divenire l'aperto anta-
(r) Voi. II, pag. 254.
(2) Memorie, voi. II, p. 316,
(3) // Piemonte negli anni 1850-51-52.