Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1926
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E. De Vfotenti*
Bianchini, nella sua: storia, paria di numerose fabbriche * alludendo probabilmente a quelle''.che esistevano in Napoli eifcfeà :-dbv.e la presenza 'li alcune pìccole industrie (che la concorrenza uccise, dopo il '60) dava l'impressione di un'attiva W industriale che nel resto del Reame era completamente sconosciuta. La mancanza delle grandi Industrie e l'inattività del commercio èj per il Napoletano tradizionale. Luigi Blanch che scrisse nel 1846 (e fu contemporanea cieWa' jcrjsi del =137:99) dice che* w. Una colorazione idi commercianti In jjp-ande né di fabbricanti né di tutte le 'altre suddivisioni delle industrie non esisteva (1). -Per rendersi conto del ristagno commerciale nel Reame 'di Napoli basta conoscere le disastrose condizioni della marina mercantile) in sostanza, il Napoletano si limitava ad essere tributario dei mercati stranieri per tutti i prodotti manufatti che non produceva e non poteva produrre (2). Nel biennio 1816-18 vennero stipulati acéordi commerciali con l'Inghilterra, la Francia, e la Spagna. II Bianchini nel suo 'libro sulle finanze Napoletane dice : - Con questi trattati venne accordato ai suddetti paesi una diminuzione del io per cento sulla quantità dei dazi, sulle produzioni e sulle merci loro che sf introducessero nel Regno, E! di vantaggio venne aggiunto che quel diminuimento (sic) si accordasse sol quando le intromissioni eran fatte con navi di quei popoli (3). Segue l'Os-servazione dell'Autore da siffatti trattati niun utile, derivò pei nostro reame, ed invece ne risultarono due conseguenze dannosissime: l'ima che la Finanza perdette ogni anno non meno di ducati 200.000 la quale somma andò sempre più amumentando per la cresciuta intromissione l'altra che ingenerò rovina alla nostra marina mercantile, perocché quel benefizio del io per cento fece si che le marine di quelle Nazioni fossero privilegiate sulla nostra :eh:e quel benefizio non godeva, nei valsero ad opporsi a siffatto male gl'incoraggiamenti che prometteva alla nazional
(1) Archivio Storico Napoletano, Napoli, '192.3, fase. I-IV, p. 41.
(a) Da tip'osservazione del Giornale, economico di Principato ulteriore* p. '5SJ voi. 1, anno 1836, si deduce che l'industria nei piccoli centri del Napoletano è tuttora casalinga e appena sufficiente ai bisogni delle popolazioni rurali. '* Mf tessono in ogni Comune forti panni di lana e lino, il tutto in serzrizio delta classe de' campagnoli o Mtistr wanifal'twrm-L,. ì tessuti Mi per gli agiati provengono per la più gran parte dalla Capitale. Comunque molta della popolazione supplisce alla mancanza di vestiti coi propri prodotti grezzi .
(3) .Lu/POV'Jco BIANCHINI, Storia delle Finanze del Regno di Napoli, 1859! p. 448.