Rassegna storica del Risorgimento
DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1926
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pagina
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607
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// Napoletano alla vigilia dell*annessione nel 1860 607
stentata. I segni apparenti di prosperità che. insoliti; fójovano nella vafògj economica del Napoletano, l'abbondanza cioè di moneta metallica, f siguità del debito pubblico,, la rarità dei deficit: nell'amminbtraiiòlpj non provano dunque una vita: economicamente.- tinca, ma una vita economicamente ristretta, una chiusa cerchia di interessi statica, priva dì potenzialità che sì svolgeva fra il governo e una piccola parte dei governati tagliando fuori le masse lavoratrici dei proprietari piccoli e medi e dèi contadiiriiy la cui vita continuava a svolgersi in un groviglio di debiti, di penuria, di mancanza di lavoro ì un-' Paese apparentemente ricco e bene amministrato.
In questo stato di cose, il Napoletano appare nel 1860 in una condizione economicamente pèssima f "<é un paese agricolo la eu produzione è periodicamente menomata e resa insufficiente, dal suolo, dal clima, da un'agricoltura primava e sfruttatrice sottratta ad ogni mobilità di coltura per la ristrettezza dei mercati locali, dalla mancanza; ;di Opere pubbliche,, .dalle vaste zone incolte e malariche, che ostacolano il lavoro dei campi e costringono i contadini a vivere accentrati. Nel regno di Napoli insomma c'era un problema costante da risolvere, questo: togliere la economia dallo stato precario instabile prodotto dal disequilìbrio crescènte irà-, 'mia popolazione? ih tàozMwatP- aumento e -un 'reddito in continuo deterioramento. Certo non era un problema semplice; ma i sistemi borbonici non lo risolvevano né punto né poco, e il Napoletano restava un paese economicamente immobile; circondato da paesi i quali si movevano e progredivano.
II
LE CONDIZIONI SOCIALI
I. LE PjLiEBJ RURALI
La classe che maggiormente soffriva di questa condizione di cose era quella dei contadini; il termine generico di contadini comprende i nttaioli, e ì coloni o giornalieri. Non è possibile stabilire esattamente nei loro dettagli le diverse forme di contratto agrario esistenti nelle provìncie meridionali; non solo perchè variano da paese a paese, ma perchè ognuna di esse è formata da consuetudini essenzialmente locali, spesso resti di antiche consuetudini feudali che, sotto forma di corvée, prestazioni, omaggi, sono state definitivamente sancite dall'abitudine. La Colonia cioè l'affitto