Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <608>
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E. De Vincente
delle terre annualmente rinnovate è la forma più frequente. È anche la più comoda per ti proprietario che può vivere in città [asciando qualche agente a far le sue veci. Ma coloni sono relativamente pochi; più nu­merosi i giornalieri i quali danno il lavoro delle braccia per un salario in danaro o in natura; ricevono anche a titolo di pagamento alcune mi­sure commestìbili in quantità variabile (e sono scelti sempre a questo scopo quei generi che vanno a vìlissimo prezzo). Il sistema della mez­zadria toscana è applicato in alcune provincie, ma poco compreso e non eccessivamente diffuso; nel 1867 esso veniva ancora invocato come l'unico sistema capace di risollevare la Sicilia dalla miseria da Gaspare Amico nel suo studio La Sicilia e le cause del suo economico deca­dimento ', l'autore che era stato in Toscana ne parla come d'un si­stema ammirevole e sconosciuto completamente nell'isola. Da tutti gli Atti delle S. E. ricaviamo che i contadini a qualunque categoria ap­partenessero erano poverissimi. In Terra di Bari nel 1848 si parla di un popolo che ci circonda minaccioso perchè spinto dalla fame e più oltre di un popolo condannato all'inopia su un suolo ferace (1). Nel 1892 si descrivono le condizioni delle plebi rurali in Puglia. Lo stato dei nostri villani è soprammodo deplorevole per l'abbiezione della mente loro lasciati fin dai primi anni in dimenticanza con non altra società che gli animali; venuti su e cresciuta con essi la loro infingar­daggine, fecondo il loro cuore non altro che delle tristi voci dei loro su­premi bisogni, ecco la miseranda condizione del nostro villano * (2). La mancanza di lavoro costringeva molti di questi villani ad andare da una località all'altra per poter lavorare e mangiare, Dice il Segretario nel 1851: Dobbiamo deplorare la triste ventura di una parte dei no­stri agricoltori, i quali non avendo in alcuni mesi dell'anno dove col­locare le loro braccia vanno spesso a locarla nei più vicini paesi. La città di Bisceglie è pur costretta a veder gran parte dei suoi agricoltori diser­tarla andando in cerca di fatiche, Cerignola, Ascoli, Sansevero, Canneto e Carbonara si vuotano dei loro operai r
Nel Principato Ulteriore si analizzava minutamente nella Assem­blea del 1844, lo stato dei contadini per risolvere l'antitesi inesplica­bile (!) tra la popolazione crescente, certo segno di prosperità, e la miseria che tende a ingigantire . La provincia, dice il segretario. Nell'estensione di 700.000 moggia (3) oltre ad altrettante terre in-
(1) Atti, anno 1848. (3) Atti, anno 1852. (3) Il Moggio equivale ad are 6,98.