Rassegna storica del Risorgimento

DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1926>   pagina <613>
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// Napoletano alta vigilia dell'annessione nel 1860 613
un artigianato numeroso e fiorente, il maggior numero degli operai vi­veva in Napoli; di questi operai, della loro vita e delle loro opinioni si sa pochissimo, tutti gli scrittori li chiamano con termine generico la plebe . Quando nel 1860 Francesco II usci da Napoli e Gari­baldi entrò nella Capitale, i borbonici accusarono gli unitarii di aver pagato gli applausi; idei 7 settembre, promettendo pane alla plebe, la quale fu anch'essa unitaria per qualche giorno, perchè le sii èra pro­messo pane, sale e case (i). Dal che si deduce che non ne aveva abi­tualmente in abbondanza.! Carlo Cattaneo che fu a Napoli col governo della Dittatura fu accusato dai. suoi avversari politici, di non avere udito discutendo a Palazzo d'Angri Le grida del popolo affamato che chiedeva pane (2) >>. Dello stato di miseria in cui viveva il popolo alla Capitale si rese conto anche il governo di Garibaldi il quale emanò come primi atti legislativi decreti sulla costruzione dì asili, ricoveri per i senza tetto, e Società per la distribuzione quotidiana del pane. Certo i contadini, specialmente i giornalieri sono, quelli che maggiormente ri­sentono delle cattive condizioni economiche, perchè non possono riva­lersi su nulla; abbiamo visto come in molti luoghi essi vadano da un paese all'altro periodicamente in cerca di lavoro e tornino spesso deci­mati dalle febbri, Non hanno case abitabili, non hanno acqua, non man­giano mai carne, e qualche volta manca anche il granone, si coprono di debiti di battendosi tra le usure.: 'Costretti a cercare il responsabile di un simile stato i cose odiano i galantuomini perchè li riten­gono gli usurpatori della terra e la causa della miseria; questa massa calma e laboriosa non si cura di Mèe pastiche come dice il Cala Uiloa, perchè il problema politico non la interessa affatto; tributa di­mostrazioni di affetto a Ferdinando II quando passa in carrozza attra­verso le provi noie ''*, e non ostacola anzi applaudisce Garibaldi quando va a Napoli; pochi mesi dopo dà la caccia ai carabinieri Piemontesi :,e aiuta i briganti; non promuove nessun rivolgimento politico, ma quando ce n'è uno, ne approfitta, insorge contro i proprietari, brucia i libri del Comune e uccide due o tre galantuomini, perchè vuole le terre dal cui possesso si ripromette quella vita economica normale che le è sempre mancata (4). Bisogna rendersi conto, M iquesfctteggiàmènto che è; tara­
li:) Cfr. BIANCHÌ SI, Stórta, libro XI.
(2) Cfr. // Politecnico, Milano, 1S61, voi; X, p. 77.
(3) BIANCHINI, Storia, libro I.
(4) O. RACIOPPI, Storia documentata dei moli dì Basilicata net rS6o, Na­poli, (867.