Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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626
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6 a6 Myjgatip Casanova
Sicilia, ma quella dell'Isola non doveva essere se non la conseguenza di rivoluzione scoppiata sul ContìketìÈe.
Riconoscono che, al momento opportuno, l'insurrezione siciliana debba essere aiutata d'armi. e>, denari,, e- sorretta da uno sbarca /dàreìfeo. dal Garibaldi o da altro generale? di ugual fama. Ammettono che le relazioni col Continente debbano essere più frequenti e rapide e quindi non tutta? Goneeijteajùe nel porto- ,41 Palermo* ove ttìfé piuttosto agevole il sequestra; e pertanto che possano aver corso, salvo preavviso al Comitato centrale, da tutte le città marinare, anche pel tramite di Marsiglia.
Invertiscono le parti dell'organizzazione; e raent-re prima Palermo e quindi gì1 isolani dipendevano dal Comitato di Genova e da quello di Parigi, d'ora innanzi, come i maggiormente interessati e pericolanti, divengono proprio Palermo e gl'isolani ;i capi dell'organizzazione, almeno di nome, fi . sono essi coloro die debbono approvare i fiduciari della emigrazione sparsi nei punti di maggior densità di esuli siciliani.. IO perciò dal Comitato centrale di Palermo, che deve non aver capo permanente, ma esser presieduto a turno da tutti i suoi membri, dipendono, all' interno, quelli provinciali e distrettuali e gli agenti municipali dell'organizzazione del Vergara, all'estero, il Comitato siciliano idi Genova, che solo vien conservato, in tre membri scelti scelti nelle persone di Giuseppe Vergara, Rosalino Pilo e Giovanni Interdonato, e i quattro Commissari di Marsiglia, cioè Rosario Bagnasco, di Malta, vale a dire Giorgio Tamajo, di Torino e di Tunisi.
Anello di collegamento fra l'estero e l'interno, fra emigrati ed isolani deve essere un foglio quindicinale intitolato il Giornale Siciliano, che il Comitato di Genova avrà cura di compilare, stampare e diramare per informare i Siciliani dei loro interessi, di quanto avveniva in Europa e delle istruzioni necessarie ai loro intenti.
Coll'aiuto del Pracanica il Vergara compilò altre copie delle istruzioni e un'altra ne spedì al Tamajo a Malta. Il quale, pur ringraziando dell'onore fattogli colla nomina a Commissario, si credette in dovere di rilevare quelle ch'egli considerava come mende del nuovo regolamento. Le elezioni gli parevano pericolose perchè fomentatrici di discordie e scissioni; erano preferibili le nomine dirette da farsi dal Comitato di Palermo e approvarsi da Londra. Ogni segno di superiorità conferito a uno degli emigranti costituiva un pericolo di disgregazione del pàp-tito per le basse ambizioni personali che suscitava. Perciò non riteneva prudente nominare i Commissari ma preferiva dei semplici corrispondenti sparsi nei vari centri; ed in ossequio a tale concetto rifiutava il titolo di Commissario, pur rimanendo corrispondente.