Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
<
1926
>
pagina
<
627
>
// Comitato centrale siciliano dì Palermo (1849-1852) 627.
Malta* 'novembre 1852. Pregiammo signor Vergata,
NeU'esprimerie le Me più mve congratulazioni nell'essersi pro- digiosamente salvato dagli artigli della, più nefanda tirannide, e nello stesso tempo ringraziandola della tanta parte che prende al bene < della nostra Causa santa, le accuso recezione della sua del 27 p. p.
Mi fo un dovere d'informarla che, ai miei più intimi ed! lÉf-fej
* aèei amici avendo letta della sua le pal riguardanti la nostra nuova organizzazione, gli amici molto l'approvarono. A questi nostri sembrerebbe non esatto il dar titoli e principalmente quello M Commissario 0 Comitato rappresentante la Sicilia, mentre tali titoli potrebbero far nascere smodate pretensioni o; ridifeol dagli uomini contrari alla nostra maniera di pensare; più, il non tentarsi nuove votazioni, mentre da pni'?anni non furono che il fomite d'inimicizie e discordie e per conseguenza pubblicità dannosissime al lavoro e di grande responsabilità ai nostri dell'interno e a noi all'estero, dovendo agire con la maggior segretezza,, l'andirivieni dal Comitato nazionale alla elezione dei differenti centri dell'emigrazione :e: da questa all'apre provazione del Comitato interno di Sicilia porterebbe molti ostacoli a superarsi e metterebbe in pericolo inutile per pubblicità gli elettori
* e gli eletti, mentre mandando un quadro di tutti gli emigrati di Si- cilia, che trovansi nei detti centri di Malta, Genova, Torino, Tunisi la scelta dei corrispondenti fatta dal Comitato interno di Sicilia còl- l'approvazione del Comitato di Londra non potrebbe essere da nessuno attaccata, essendo mandato dato jdalla vera sorgente.
. Xe iaccludo iiin quadro di questa emigrazione con delle rimatene, <r che' le potrà servire di prova a quanto di volo tentai d'esprimerle, niella persuasione che ne farà quell'uso da non produrmi dispiacevoli <c conseguenze.
Nel credermi- blamente onorato della scelta da lei espressami, mi e vedo nella necessità di non accettare se non come amico e non Com- missario e ciò per: non. -destare giusti mali amori;,- mentre io dall'altro canto sempre ho lavorato e lavoro qual dovere indivisibile d'onesto cittadino e nemico acerrimo della vergognosa tirannide che ci strazia 4 e distrugge.
Spero che accetterà di buoi) grado quanto le esprimo sottoponi nendo agli amici di costi tali riflessioni. Wm quelito che riguarda le
* maggiori probabilità di fiducia, questi nostri amici porrebbero intera