Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
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1926
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pagina
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629
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Il Comitato centrale siciliano di Palermo (r849'ì8'à. 629
del Vergara; il quale agli ultimi di ottobre lasciò Marsiglia. Il 3 novembre da Nizza, ove aveva incontrato il Fabrìzi, egli preavvisava Rosalino dell'imminente suo arrivo a Genova; e lo pregava di trovargli un modestissimo alloggio. Vi giunse in breve; ma per fare da infermiere al Pilo che aveva dovuto mettersi a letto. L'Errante e il Ber-tolami, Luigi Orlando, che avrebbero potuto essergli utilissimi in quei primi istanti, erano a Torino; l'ultimo, anzi, appena ammogliato, vi gìa-cevajqper curarsi un occhio ammalatissimo e quasi in pericolo di essere per Sui perduto.
Ma a distrarlo, non tardarouo a raggiungerlo le beghe fra gli esuli di Marsiglia, da lui appena lasciati; fra i quali, naturalmente, primeggiava Virruente e permaloso Bagnasco, insofferente di osservazioni e ;<É altrui superiorità.
Sig. C. Giuseppe Vergara Carina Strada- i5t .Bernardo, n. u8jx j piano Genova
Marsiglia il 16 novembre 1852
rue l'Olivier 52. (autog;). Carissimo Pape,
Ricevei in una volta tre carissime tue lettere tutte di mia sod- disfazione.
Appena Ietta la prima, mi portai dal sig;. Santoro ringranzian-.<< dolo pel libro rimessoti, promettendoci la restituzione. Il quale rispo- semi star bene, salutandoti. Ti innova? 'la sua preghiera cioè quella di parlare con il sig. Onnes per il suo affare:, niente altro.
Ho detto pure a Bagnasco quanto mi scriveste. Anzi volle la tua stessa lettera. Leggendola, inùn nu pò? dicendo : Lo diceva io che appena arrivava Pape a Genova, avrebbe cambiata la: -scena. Basta; <t gli scriverò io. Come tale mi ha consegnato una sua lettera, che ti rimetto oggi stesso con lo stesso comodo. In appresso ti dirocciò che pensa e fa. Intanto, quando dovrai scrivermi qualche cosa celata, fa' lettera apparte, giacché tutte le tue lettere le vuol leggere. Ciò per la tua regola.
Andiamo a Mirenda. lio detto quanto mi scrivesti. Il quale a prima vista risposero i che lui era così risoluto a stampare che ti avea affidato lo scritto: solo desiderava -che l'emigrazione di Genova dor vesse deliberare se era giusto il pubblicarlo, e iò per aver riguardo ai suoi parenti; le quali non ci avrebbero dato addosso la maledizione. Questo, rimasto stamane. Staserà, poi venne a trovarmi dicendomi di non scriverti nulla, fingendo che ancora non ci avessi parlato, giac-