Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <633>
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// Comi/aio centrale siciliatio di Palermo (1849-1852) 633
In vece sua prese,, quindi, la direzione e corrispondenza del -Cfl? mitato il Vergai?a: cui "'.éontinciarono ad affluire lettere degli amici di Palermo.
Antonino Lombardo, quantunque sempre in- carieejje, ma meno ri­stretto del Lenti ni Somma era dalla còitììivenza dei suoi custodi e dal*-l'accorgimento degli amici informatissimo di quel che succedesse oltre le mura del castello, segnatamente -Mèli partito:, quali speranze, qa.aji; im­pulsi vi primeggiassero. E quindi ne riferiva liberamente al n. 1, pro­curando di spiegargli in difetto del Mistretta, che ne aveva avuto
* moragia, a causa che non si sono mai presentati fenomeni di apoplessia pol-
* monare, che sogliono rimanere qu.asi1 sempre dietro alla vera emorragia pol- monale. Sotto l'uso dei calmanti, di qualche salasso e di un regime antiflo- gistìeo; ?s,qnp; scomparsi quei sintomi né hau lasciato sinora lesion di'sorta che possa farci temere la esistenza di una suppurazione o di una lenta pneumonite.
Da qualche tempo a questa parte e propriamente da che è stato obbli- gaio a. stabilirsi in Genova, forse tanto pella condizione del clima, quanto pello seiupamento delle forze --è sSaìo; anche travagliato da fenomeni dispeptici e;dà una specie di pneumatos'i Intestinale la quale à simpaticamente deter- minato, trovandosi in lui molto sviluppata la nervosa suscettibilità, degli at- tacchi nervosi cerebrali che hanno tratto tratto acquistato la forma epilettica
* e che hanno richiesto speciali indicazioni pella violenza con cui si son ma- nifestati.
0 trovandosi stanco l'infermo! di tanto soffrire e volendo prevenire le tri.-ite. conseguenze che potrebbero al ;eerU'0' compromettere alla lunga la sua esistenza, ha richiesto dall'arte medica quei sugerìmenti che lo potrebbero < salvare da questo imminente naufragio. Quindi non si potendo una conve- niente cura stabilire senza che si conosca bene la vera sede e la natura del male, quale il primitivo, morbo e quale il secondario, è perciò che mi fermo
* alquanto su di ciò per venire poscia alla parte più importante, che né è il trattamento.
* La malattia la più antica, la jm'i' pericolosa, la vera è per me quella de-
* ,gli organi respiratori. Egli è .rainacèiaio secondo il mio avviso da una larin- gite cronica ulcerosa, la quale può, pella condizione del temperamento e pella estensione della cronica Segosi al parenchima pulraonale, congiungersi sebbene ancor non lo sia dedsamenéi. .alia, tubercolosi di quel viscere. Dico:
* non la sia. dapoi che non vii m aticora fenomeni stetescopici tali da sv.fo lame l'esistenza, né la percussione toracica dà quel suono matto compagno indivisibile, dèi tubercoli pulmonali.
In quanto alla dispepsia ed agli attacchi se mìopil etici, avendoli rìguar- dati come conseguenze del cSma e dello sciupamento delle forze si .coni-