Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
<
1926
>
pagina
<
649
>
// Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-rSsi) 649
stesso giorno 3 gennaio 1851 è la scheda di sottoscrizione alla Società dell'Emigrazione italiana, diramata da Torino dalla Commissione, de* legata alla costituzione della medesima, composta di G. A. Romeo, presidente, aw. A. Cattabeni, dott. Timoteo Ri boli, avv. Gìo. Francesco Avesani, Antonio Colombo, e Salvatore Bernardi, segretario.
Più tardi, e di frequente, troveremo accanto al Siciliano altri enti sulla cui attività richiamiamo l'attenzione degli studiosi, non fermatavisi sinora sufficientemente; poiché sono in essi gli elementi, che formeranno la coscienza unitaria del Paese e permetteranno la grande riscossa, che Vittorio Emanuele II, il Cavour e i loro coetanei sapranno incanalare e condurre alla vittoria.
La lenta e misteriosa elaborazione della Giovane Italia e delle Associazioni affini, la politica, perseguita indefessamente e incisa col martirio della sua vita nel cuor dei suoi sudditi da Carlo Alberto, si sono ritemprate nei disastri del 1849 e rigogliósi cominciano a buttare i germi del loro trionfo, dell'Unità e dell'Indipendenza della Patria!
Da ogni parte è un fermento indicibile, che trascina esuli e popoli verso qualche cosa di nuovo.
11 Mazzini chiede informazioni al Crispi; il quale s'impazienta della lentezza dell'Orlando a rispondergli. Più frequenti diventano i rapporti fra gli esuli delle varie provincie, anche senza tener conto delle loro opinioni politiche.
A Parigi la notizia* della elezione eccita gli eletti colà residenti, i quali concepiscono già mille disegni, pensano al da farsi, preparano programmi e provvedimenti.
Sono arrivate le elezioni ?> scrive il 23 gennaio 1851 l'aw. Giovanni Interdonato. Mancano due al Comitato: Friscia e Milo. Avreste dovuto scrivere il sesto, se Milo non può venire a Parigi . Intanto si rallegra che le cose politiche progrediscano in Francia, donde spera vedere uscire la spinta all'Europa, non ostante che il Lamartiné non abbia accettato, per colpa della Sinistra, Mj*gOmporvi il ministero;
Michele Amari scrive [in. pari: tempo a Vincenzo Errante per avvisarlo che egli e i compagni aspettano il Friscia, il quale mi ha detto ieri sera- M inferisce 1' Errante il 1 febbraio al Pilo, che erasi portato a Torino ' che appena ricevuta la lefega della sua famiglia, partirà per Parigi .
E Giacinto Carini dettava per l1 Errante e Rosalino le seguenti lettere: