Rassegna storica del Risorgimento
1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno
<
1926
>
pagina
<
651
>
it Comitato centrali siciliano M Palermo (1849-1852) 651
Noi speriamo di pofeflg ,'CoJ: 'fatto1 mostro influire potentemente a vederlo seguito dalle altre emigrazioni.jQuella di Napoli si è già messa in/gran movimento: dopo il nostro pranzo del 12 gennaro, il 27, anche essa celebj q>u;el1*an ni versano invitando nel loro banchetto un rappreseli tante di ogni provincia italiana. Furono trenta o più, quantunque molti di loro, come costituzionali non pervertili, si aste-* uessero. Meglio cosi : la luce si fa sempre più, è le maschere cadono dal volto. Il generale Pepe, invitato da noi, ebbe paura,. ,ed invitato da loro fece lo stesso!
Sopratutto abbiamo molta speranza di riuscire a conciliare l'u- niea quistione conciliabile, quella ch'esiste fra republicani federalisti ed unitarii, divisi nel nome /je forse d'accordo nel fondo della qui- stione: e questa si è conciliazione veramente importante.
Il foglio che Rosolino ci domanda sulla attualità delle cose, per mandarsi in Sicilia, faremo ? spedirvelo stampato tre volte al mese. Qui avevamo da più tempo un progetto di bollettino periodico, che l'emigrazione di questa vuole spingere innanzi,, ina al quale noi non possiamo peranco concórrere (almeno io per la parte mia sento di non doverlo) se pria il Comitato non è riunito. In tutti i casi è una delle prime cose da stabilire... Qui è tregua in questo momento, ma la fine dell'attuale catastrofe non tarderà molto a vedersi: ed oggi più che mai è tempo di star presti ad ogni evento.
GIACINTO vostro >>
Parigi 2 marzo 1851. Mio caro Rosolino,
Due parole in tutta fretta con Cànnizzaro die parte in questo stesso momento per forino. Ei penserà di farti giungere alcuni nu- meri di giornali con tre miei articoli che possono essere utili, se hai occasione di mandarli in Palermo.
Dopo gli ultimi miei guai per là perdita del mio più piccolo ragazzo in Palermo e le angustie in cui verso per la salute del mio povero fratello Giovannino, anche il Ministro di Napoli qui mi rompe i coglioni. Egli ha domandato al Presidente della Repubblica direi- temente la mia espulsione dalla Francia e il sig. Presidente era. già divenuto ad accordarla. Ma il diavolo ha fatto che anche Io affila trovato il mio diavolo che mi porti. Il Presidente se f ha ritirata ed il Ministro bombesco è rimasto con tanto di naso dopo avere spac-