Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <654>
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Eugenio Casanova
Ora, eccomi a voi, eccomi a riscontrare la tua ultima lettera, Rosolino, eccomi a parlarvi delle cose nostre, dei doveri nostri, del nostro avvenire,, di quanto dobbiamo al Paese ed alla causa, a cui è <s, consacrata la nostra vita! È questa la sola, l'unica consolazione ch'io sento, l'unica mia preoccupazione che m'invola sovente a momenti dolorosissimi, l'unico balsamo dell'anima mia. Io ve lo giuro; non. son più capace che di due sole idee: o fissarmi a pensare alle perdite che ho fatte, o preoccuparmi incessantemente dei doveri che ci eòfeJ rono; e l'una e l'altra debbono stare insieme.
Abbiamo letto il proclama del C. E. di Palermo. Fa proprio piacere il vedere come quivi si pensai, è come le idee di conciliazione e di pace cominciano a portare i loro frutti; e sopratutto fa piacere l'eroico coraggio, la fede e la sublime perseveranza di quei nostri fratelli. Ho letto solo con pena in quel proclama le parole seguenti; Ogni gente, che oltre il mare e le Alpi non ha la nostra lingua, nx>n ha la nostra fede , No, miei cari, voi già penserete come me, quello è un errore, un errore fatalissimo. Oltre il mare e le Alpi è la stessa fede dei popoli, come è l'istesso l'interesse dei nemici dei popoli. In Francia, in Alemagna, come in Italia, non dì à che una fede: la democrazia; non ci è più che un nemico: l'assolutismo, sotto forme diverse. Forse che la reazione francese non è la stessa che la reazione papale, francese ed austriaca in Italia, e la reazione russa in Alemagna? O forse il sangue versato in Francia e in Alemagna nel 48, non lo lu in nome dello stesso principio di quello versato ih Italia? I perseguitati di Vienna, di Berlino, di Ungheria, di Bade è quei di Parigi del 13 giugno 1849 non lo sono forse dallo stesso nemico che perseguita tutti coloro che combattono per l'indipendenza e la libertà italiana? Tocca a noi, miei cari, a noi, che siamo fuori, il distruggere quel fatale pregiudizio e il predicare questa salutare ve- rità: la solidarietà e la lega dei popoli contro la lega dei principi. A noi, che il tocchiamo colle nostre mani, tocca il gridare tuttodì << che la reazione francese ed austriaca, che tiene fra' ceppi l'Italia no- Sfora, non ha niente di comune coi popoli di Francia e di Alemagna; << che anzi essa è la stessa in casa sua; che qui e in Alemagna la de- mocrazia si appresta a combatterla, come a voi è mestieri di com- batterla nella nostra penisola. Non mi dilungo sopra questo argomento 4t perchè sarebbe superfluo ed inutile, scrivendo a voi. Vorrei sì che anche voi siate compresi della necessità di farlo comprendere a' no-c stri di dentro. Glie impressione farebbe a tutte le organizzazioni de-