Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <655>
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// Comitato centrate siciliano di Palermo (1840-1852) 65
mocratiche degli altri paesi, eolie quali dobbiamo intenderci, il sapere che in Sicilia si pensa in quel modo!!
Il bollettino, di cui, Rosolino, mi scrivi, è cosa alla quale io di- chiarai; di non voler prender parte. Ne avevamo parlato cicca sei mesi addietro, ed allora io il primo promossi quella idea per avere un mezzo come far circolare fra l'emigrazione e nel paese tutto ciò che poteva interessare. Mi ricordo anzi di avervene scritto. Ora però che si era venuto alla organizzazione di un C, mi opposi gagliarda- mente al progetto di un bollettino che uon sia l'organo del Comitato suddetto, ed infatti fui il solo che non vedendo accettata la mia opinione ricusai di far parte dei soci fondatori e sinanco dei so- scrittóri. E credo che in quel modo esso non avrà vita. Si voleva fare un bollettino della emigrazione siciliana. Io credo che si debba fare per così dire un piccolo moni/ore del C. siciliano. E qui non divido l'opinione di Rosolino, che trova del municipalismo nelle pa- role colle quali si annunzia ch'esso porterebbe alla conoscenza degli emigrati tutte le notizie notevoli che han riguardi alla emigrazione italiana in generale ed alla siciliana tn particolare, Perchè 1. finché e tutta l'emigrazione italiana non ci ha concorso non essendo ancora le altre famiglie come la nostra, organizzate, sarebbe soverchia pre- tensione coi nostri soli e pochi mezzi aver l'aria di voler fare per tutti. Io sto qui promuovendo il progetto di combinare con tutti gl'italiani emigrati un gran giornate italiano. Sarebbe una bella e necessaria cosa, di cui si potrebbe qui prendere l'iniziativa. In Italia non ci è peranco un giornale repubblicano ! 2. per tornare al bollet­te tino, perchè credo che per concorrere all'unione o unità italiana come <t ogni provincia d'Italia deve avere una organizzazione ed un Comi- tato che affluiscano al C. C. N* di L., così credo che ogni parziale C. debba avere un suo organo che gli tenga vece di circolare per diramare fra gli emigrati e far noto allo interno di ciascuna provin- eia tutto ciò che sia necessario. Io credo dunque, per la parte mia, che il bollettino debba essere sotto l'ispirazione diretta ed esclusiva 4, del C. e non di un redattore indipendente, e che, trattandosi delle cose italiane, possa in particolare occuparsi delle cose siciliane. Certo non è fare del municipalismo dividendo nei vari naturali dipartimenti il servizio della Patria italiana.
Non ho letta peranco la Storia di Farina, perchè qui non ne è arrivata sinora alcuna copia. Ho dimandato a lui le ultime prove di stampa che ha tutte riunite e me le ha promesse fra qualche giorno