Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <658>
immagine non disponibile

658 Eugenio Casanova
esempio agli altri. Con 150 associati tireremo subito. Io nutro spe- ranza che arriveremo a questo numero. Tu e Luigi dovete fare di tutto per riuscire in questa santa impresa. Non ti dico pjù nulla poiché parlo ad un uomo che fede e che quanto più sono gli ostacoli tanto più raddoppia i mezzi per superarli. Scrhdmi sempre e dammi notizie esatte della nostra terra.
Vedo spesso Carini Interdonato La Farina. Quanto a La Ear rina sono d'avviso che gli si devono perdonare i torti politici cOniv t messi in buona fede, per la sola e semplice ragione che La Farina è un uomo cauto ed à molti meriti rivoluzionari, mei-iti speciali di che mancano molti de' nostri uomini intelligenti e pieni d'istruzione.
In pari data abbiamo scritto a Pietro per farlo venire qui. La direzione l'abbiamo affidata a lui sì perchè avremo una è'oTsa esatta, e perchè: rilètto; stesso tempo gli si dà un mezzo di sussistenza
ABRAMO
E che un organo d'informazione pegli esuli fosse necessario risulta chiaro dalle stesse lettere del Carini, per non dire degli altri.
Per esempio, un rilievo da farvi sarebbe quello concernente le' Os­servazioni ch'egli muove nella sua dell'8 marzo contro; il Programma del Comitato centrale di Palermo, che sappiamo essere stato general­mente accolto con sommo favore.
I palermitani esortano a non prestare ascolto a coloro, che non parlano la loro lingua, che non hanno la loro fede e sono pertanto proclivi a trascurare la loro rinascita. Temono gli stranieri per questo abbandono, per le lusinghe elle ne nascondono gli appetiti.
II Carini, lontano dagli strazi dell'isola, immerso nel mondo ete­rogeneo che vive nella capitale della Francia, sente già d'internaziona­lismo, di europeismo, e pertanto redarguisce i compagni per il loro esclusivismo e per la meschinità delle loro vedute. Il Carini, senza essere un mazziniano, è già molto più vicino al Mazzini e al Comitato europeo; e augura anch'egli che la risurrezione d'Italia venga dalla conflagrazione europea.
Queste due concezioni opposte contribuiranno anch'esse a rendere sempre meno aifiatati fra loro i Comitati e a generare quella rispettiva incomprensione che ne limiterà sempre l'azione e paralizzerà tutti gli sforzi del partito e degli organi supremi dai quali dipendono.
Oltre a queste, altre divergenze d'opinione si manifestarono, che diventeranno, in prosieguo, perniciose all'esistenza del Comitato di Parigi,