Rassegna storica del Risorgimento

1849-1852 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; EMIGRAZIONE POLITICA ;
anno <1926>   pagina <659>
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Il Comitato centrale siciliano di Palermo (1849-1852) 659
Chi ricordi le osservazioni, da noi fatte quando esponevamo le diffi­coltà che avevano presieduto alla elezione del Comitato, vi vede spuntar la lotta fra federalismo ed unità, non ostante la lusinga, della quale si pascono il Carini, che aderisce al primo, e l'Amari fervente sostenitore della seconda, di conciliare quéi due termini, da loro ritenuti i più con­ciliabili Era quanti ad essi si presentino; vi vede far capolino l'osti­lità del federalismo contro il mazzinianismo, banditore dell'assoluta unità; e infine vi scopre una maggior equità di giudizio nei riguardi di Giuseppe La Farina; che può derivare dall'antica aderenza del Carini alle opinioni dell'ex ministro, ma è certamente in aperto contrasto colle furibonde invettive dei membri dell'emigrazione di Genova e di Torino, di coloro appunto che hanno promossa l'elezione del Comitato e che con ciò si sono nutrito il serpe in seno.
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Esce in quei giorni la Storia della Rivoluzione Siciliana di GIU­SEPPE LA FARINA., applauditissima dal partito moderato; e colla sua comparsa dà modo di manifestarsi all'animosità della democrazia contro l'autore; animosità, perj che risaliva sino ai tempi della libertà e del di lui ministero, e trovava nella nuova opera campo ed esca per scen­dere in campo. Tuttavia, siccome egli non si abbandona alle solite tri­vialità, né esprime la divergenza della propria opinione da quella altrui o i suoi giudizi se non in modo quasi sempre dignitoso, così non dà appiglio all'abituale irruenza degli uomini di azione; i quali, anche col-pM, anche tastando il libro d'infamia, procurano di rilevare soltanto l'inesattezza di alcuni particolari, di combatterne i giudizi e la polftféa. Talvolta, come sempre in consimili polemiche, non mancano neppdfeé?) insinuazioni sulla sua condotta privata, ira a. jpreferiscesi discutere l'uomo pubblico.
Comunque, di fronte a questa e quella virulenza di linguaggio, un rilievo in generale può farsi : ed è che quegli uomini si distruggevano con atroci accuse ma non ricorrevano mai al codice per purgarsene. Era cosa del tutto personale; se la vedevano fra loro e,, à prescindere dalle armi, vestivano con un audacia insuperabile l'abito dello storico, foderato da libellista, per difendersi e farsi dar ragione. Era meglio dei giorni nostri;?' 'Era -peggi: ?
Luigi Orlando, allora affaccendai issi mo intorno alla sua. fonderia e a dare alla sua industria lo slancio che doveva portarla a tanta1 al­tezza, preoccupatissimo pel suo primo letto tfottone premiato all'espo-