Rassegna storica del Risorgimento
1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno
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1926
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pagina
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668
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La rivoluzione napoletana
degli anni 1798-1709
Racconto di Ugo Foscolo
(Trad. dall'inglese)
(Continuaz. e fine; v, fase. II, 1926).
Quelli dei Napoletani, che avevano imparato durante la rivoluzione le arti della logica e dell' eloquenza rivoluzionaria, ritornavano ora come conquistatori, tanto più favoriti dal Francesi in quanto essi soltanto si erano indissolubilmente legati al loro partito. Quattro o cinque di loro erano riusciti per mezzo di calunniose insinuazioni in riunioni popolari a indebolire la fiducia pubblica, poiché era giocando sulla credulità e la malignità umana che i Francesi persuadevano la moltitudine ad assisterli nei loro progetti di mutua distruzione, finché Robespierre in forza di una maggiore abilità nell'arte della calunnia ebbe sopraffatti tutti i suoi oppositori. Ciò non ostante i giacobini di Napoli guadagnarono più credenti che seguaci, ed essi erano troppo pochi in numero per regnare con la forza. I loro insulti, le loro minaccie e la loro ostentazione di ateismo non raggiungevano altro effetto che di giustificare le accuse e la prossima vendetta della corte, mentre i baroni, rifiutandosi di rinunziare di loro spontanea volontà a quei diritti, che stavano per esser loro strappati con la violenza, perdettero l'occasione e i mezzi di arrotare al loro fianco la popolazione della campagna e delle città di provincia. La repubblica di Napoli durò solamente cinque mesi.
I Francesi da principio, perchè le loro truppe in quel luogo non potessero essere tagliate fuori da ogni comunicazione con la regione al di là dell'Appennino, in un inomento specialmente, in cui i terri-