Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno <1926>   pagina <671>
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La rivoluzione napoletana degli anni 179-1799 èjl
Schérer in Lombardia. Al suo ritorno attraverso il sud d'Italia, già in istato d'insurrezione e di carestia, egli raccolse tutti i distaccamenti francesi dispersi nelle varie città assediate dagli Austriaci; sconfìsse i nemici e continuò ad avanzare, e compì una delle più abili marcie ri­cordate negli annali militari. Ma alla Trebbia, dopo due giorni di spa­ventevole carneficina, egli o per sua colpa o per colpa dei suoi ufficiali fu costretto da Souvaroff a rifugiarsi sulle montagne di Genova, perchè quattordicimila uomini, in conseguenza d'una contromarcia male dispo­sta, non arrivarono prima del secondo giorno della battaglia; e per di più egli fu costretto a schierare il suo campo in modo che la maggior parte della cavalleria fu collocata in una posizione dove riceveva il fuoco dei Russi senza potersi muovere. Il terreno era paludoso dopo più di quattro settimane di pioggia, e la pioggia continuava mentre stavano combattendo. L'errore più grande attribuito a Macdonald fu che, dopo che i Francesi erano stati sconfitti sull'Adige e sull'Adda, in conseguenza del fatto che il loro esercito del sud era a troppo grande distanza, egli aspirò agli onori della vittoria e non aspettò Moreau, che era già a Genova in viaggio per prendere il posto di Schérer. Forse egli fu co­stretto a dar battaglia; ma la verità su questo punto non sono mai stato in grado di scoprirla; perchè, essendo io stesso in quella battaglia con un reggimento di cavalleggeri italiani (1), udii tante asserzioni e ragioni contraddittorie sostenute con egual calore da entrambre le parti, che rimasi indeciso. Dopo una vittoria nessuno ragiona, e ognuno at­tribuisce a se stesso una parte del successo, e dopo una sconfitta cia­scuno dimostra la propria buona fede. Il generale Moreau disse: A-vendo costantemente condotto la guerra negli aperti campi della Ger­mania, non sono ben sicuro se sarei stato ugualmente fortunato in una regione montuosa . Macdonald fece pubblicare su una gazzetta di Pa­rigi una difesa indegna del capo di un esercito.
Rimanevano nel regno di Napoli una guarnigione francese a Ca­pila, una a Gaeta e un'altra al forte di S. Elmo, circa 1500 uomini
(1) [Sulla questione della partecipazione del Foscolo alla battaglia della Trebbia, qui come in parecchie altre occasioni da lui esplicitamente affermata, si veda un recente art. di Stefano Fermi in La Libertà, di Piacenza del 4 apri­le 1925: // Foscolo fu alla battaglia della Trebbiai Come appare dal punto in­terrogativo del titolo, il Fermi inclina a rispondere negativamente. A nessuna conclusione su questo particolare giunge il Mazzoni, che della vita militare del Foscolo si occupa nel lungo cap. Ugo Foscolo al fuoco > del suo voi. Abati soldati autori attori del Settecento, Bologna, Zanichelli, 1924, pp. 342-367].