Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno <1926>   pagina <676>
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Antonio Bosetti
avesse anche amici o parenti tra i traditori . Siamo tutti traditori p, rispose il Cardinale, e mai non cessò di importunare Lord Nelson, finché non ebbe ottenute da lui in iscritto le ragioni della sua con dotta. Sua Signoria quindi scrisse: Il contrammiraglio Lord Nelson, che arrivò nella baia di Nàpoli il 24 giugno con la fiotta inglese trovò un trattato concluso coi ribelli, il quale tale è la sua opinione non dovrebbe essere condotto ad esecuzione senza l'approvazione di Sua Maestà Siciliana, di Lord St. Vincent e di Lord Keith . Una setti­mana dopo l'ammiraglio Keith, che successe al Conte St. Vincent nel Mediterraneo, scrisse a Nelson: Lasciate che il re ritorni a qualsiasi condizione che sia tollerabile, e se Sua Maestà stesse per concedere so­lidi privilegi al suo popolo, certamente sarebbe meglio governare uo­mini liberi che schiavi . Ma il sospetto di tradimento gettato da Lady Hamilton sul Cardinale Ruffo divenne certezza nella mente di Lord Nelson, che supplicò il Re di licenziarlo. Il Re rispose che, sebbene il Cardinale non avesse strettamenle aderito allo spirito delle sue istru­zioni, egli non poteva sostituirlo senza pericolo . Ho riferito le opi­nioni dei principali attori in questa occasione, perchè mi sembra che esse spieghino il carattere e le viste di ciascuno d'essi.
Ruffo si rifugiò a Roma. Alcuni storici il cui proposito era di di­fendere o la corte o Lord Nelson, o, come uno di essi confessa, di distruggere, se possibile, quello che i democratici avevano asserito per malvagie intenzioni (1), giustificavano la rottura della capitolazione, insinuando che il Cardinale era comprato dai ricchi traditori assediati -nei due forti , ciò che è assurdo, poiché i concittadini e i parenti degli individui giustiziati hanno spesso, in tempi diversi e in vari li­belli, svelato il carattere del Cardinale e lo hanno citato a dar conto del sangue, ma in nessun caso del danaro dei loro amici. Quest'uomo fu indotto a far getto della reputazione propria e del proprio ingegno dall'idea di essere nato per grandi imprese. Pio VI lo aveva nominato tesoriere della Chiesa, ma per disfarsene lo fece Cardinale, perchè co' suoi nuovi sistemi di finanza la rovinava del tutto. Mentre i Francesi marciavano vittoriosamente verso Roma, Ruffo e pochi altri dignitari di loro autorità organizzarono un armamento, il cui risultato fu che Bonaparte perdette cento uomini e acquistò cosi il diritto a vendere la pace al Papa a più caro prezzo. Alla morte di Pio egli si pose alla testa dei banditi e li chiamò l'esercito cattolico, probabilmente con la spe­ranza che i Cardinali nell'elezione di un Papa nell'attuale condizione
(1) Lettera del Rev. T. T. Clarice al Cap. Poote.