Rassegna storica del Risorgimento

1798-1799 ; NAPOLI (REGNO DI)
anno <1926>   pagina <678>
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Antonio Bosetti
rionali, dove il popolo mise in pezzi certe bandiere reali e inglesi prese in battaglia dalla guardia nazionale . Chiunque abbia fatta opposi­zione all'esercito cattolico del Cardinale Vice-rè o abbia persistito a combattere, quando la nave che portava il Re fu scorta fuori di Na­poli . <e Chiunque, durante il governo repubblicano, abbia scritto o predicato contro sua Maestà o la famiglia di sua Maestà . Chiun­que con la sua dichiarata aderenza alla repubblica abbia mostrati i suoi propositi proditorii contro la monarchia e la sua empietà verso la re­ligione . Chiunque abbia respinto con la forza o sparato dalla fi­nestra sui leali sudditi, che prima, alla partenza di Sua Maestà, e ulti­mamente, all'avvicinarsi dell'esercito cattolico, attaccarono le case degli individui colpevoli verso il loro legittimo padrone è da imputarsi di alto tradimento e punibile con la morte . Ogni uomo nel regno po­teva con questa legge essere sottoposto a processo; e con l'ultimo ar­tìcolo il saccheggio e la furia, ai quali i Lazzaroni in questo tempo erano così ferocemente inclini, venivano sanzionati e messi in evidenza per aggravare il legale spargimento di sangue del tribunale. La legge continua: Chiunque abbia appartenuto a regolari assemblee o a cir­coli senza essersi impegnato con alcun giuramento, sarà punito con quindici giorni di bando e la confisca . Chiunque abbia sottoscritto a regolari assemblee o circoli ed abbia preso giuramento, benché per questo abbia firmata di sua mano la propria sentenza, tuttavia Sua Maestà per atto di clemenza lo condanna soltanto al bando perpetuo e alla confisca . All'atto del bando essi consegnavano al tribunale questa dichiarazione: In conformità al decreto annesso agli atti della grande corte criminale, io qui m'impegno con la mia firma e mi lego con giù* ramento, sotto pericolo di essere legalmente messo a morte come pro­scritto e nemico della corona, in caso di contravvenzione, con l'impu­nità per chiunque mi ucciderà, di sfrattarmi immediatamente da questa città (i) e di ritirarmi ad una certa distanza dai domimi reali . Av­venne che alcuni, dopo aver preso questo impegno, furono processati di nuovo e condannati a morte. La legge conclude: I giudici devono raccomandare alla reale clemenza quegli individui che avessero prestati i loro servizi alla repubblica per poter sostentare la loro famiglia, pur­ché non siano accusati di uno degli atti sopra menzionati . Su proposta di Guidobaldi, uno dei nuovi membri, la giunta stabilì che invece di pa­gare il carnefice per testa secondo il costume, sarebbe stato più economico anticipargli una grossa somma e impegnare per un anno il suo servizio.
(x) Nel testo italiano: Sfrattare da questa città .