Rassegna storica del Risorgimento
DURANDO GIOVANNI ; GUERRA 1859
anno
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1926
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pagina
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707
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Il generale. Giovanni Durando nella campagna del 1S59 707
tigUeria che si. avvicina e truppe che corrono a posto con alte grida. L'argine s'infiamma e due pezzi nemici assai lontani e nascosti probabilmente sulla strada di Vercelli presso il Molino dell'Isola controbattono nostri pezzi con palle, granate e shrapnels. Il generale pensa di sostituire alla batteria da 8 l'azione di quella da 16, da cui spera migliori risultati per il calibro più forte e la portata maggiore. Il cambio si eseguisce brillantemente sotto un vivissimo fuoco di mo-schetteria e d'artiglieria. Il nemico ha collocato due pezzi dietro l'argine a 400 metri circa; essi hanno sui nostri il vantaggio di esser perfettamente riparati e di un eccellente comando. Quattro cavalli dello stato maggiore, fra i quali quello del generale, sono feriti dopo pochi minuti dì fuoco. La batteria da 16 ha poco effetto, stante la solidità della posizione nemica e lo svantaggio della nostra artiglieria dominata e scoperta. Il nemico ha spiegato le sue forze e lo scopo della dimostrazione è raggiunto. Il generale ordina la ritirata della batteria per sezioni successive. Questa si compie col massimo ordine sotto un fuoco di mano in mano più vivo. Disgraziatamente il ritirarsi di questa viene ritardato dall'arrivo, che si verificava in quel punto, dell'equipaggio da ponte del genio e dalla presenza lungo la strada dello squadrone di cavalleria, destinato di scorta alla batteria. Questo momento critico è presentito o scoperto dal nemico malgrado la fitta alberata, che vela in quél sito la strada. Vi concentra il fuoco dei suoi pezzi dell'argine. Una palla da cannone uccide il cavallo e porta via il piede destro al capitano di stato maggiore Ferreri, che si trovava al lato del generale. In breve l'artiglieria e le truppe hanno ripassato l'argine e sono al coperto. Esse vengono disposte dietro l'argine stessoje più indietro, ove prendono attitudine di riposo. Il fuoco cessa alle 7.30.
Un battaglione del 130 manda al di là dell'argine gli avamposti necessari. Il nemico cessa'* 0giuoco, salvo qualche colpo di cannone senza efletto, che lancia sui supposti bivacchi di tempo in tempo; si tiene però molto sulla sua guardia e basta farsi vedere appena sulla sponda, per eccitare una viva fucileria. Una batteria èmandata a Pra-rolo, un'altra resta. L'ambulanza si è nell'intervallo tenuta nel paese stesso, ove fu amputata la gamba al capitano Ferreri, che sostenne la ferita e l'amputazione da uomo coraggioso. In questa posizione si passa la giornata. Verso le 11 ant. giunge un ufficiale d'ordinanza del re a chiedere conto del fatto. Egli porta la notizia della morte dell'ex-aiu-tante di campo del generale conte Scassi, avvenuta a Montebello. Si è sentito a due riprese 11, cannone dal lato di Terranova. Le perdite delle truppe impegnate si riducono a poche: 4 uomini di fanteria e bersa-