Rassegna storica del Risorgimento
DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno
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1926
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pagina
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718
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Aldo Ferrari
semplicemente diversa, in fondo nemmeno l'Imbriani che aveva allora fondato VItalia irredenta. Cadde però perchè la politica interna di larga tolleranza dello Zanardelli venne fatta responsabile dalla Camera, spaventata di alcuni forse inevitabili turbamenti: come il tentativo repubblicano e comunistico del mistico e innocuo Pro/eia del Monte Amiata David Lazzaretti; l'attentato stolto e criminale dell'internazionalista Passanante contro il Re, salvato dal coraggio di Cairoli; le bombe dei Internazionalisti contro i cortei di protesta che si fecero a Firenze e a Pisa. I legislatori dell'Italia, non educati a libertà, si spaventavano fanciullescamente di alcuni inevitabili eccessi, che proprio col-1' uso quotidiano della libertà sarebbero stati sanati; e Js stessa Sinistra (?), nome indovinato !, abbandonava U Gabinetto uscito dal suo seno; manifestando in quel sedicente Partito, oltre un vivaio di più o meno legittime ambizioni individuali, una deficenza programmatica impressionante. Mentre altrove la Democrazia arrivava già al Socialismo, in Italia non rimaneva fedele nemmeno ai postulati più comuni del programma democratico !
Tornava in una seconda incarnazione Depretis (ig, Ptcivi878-lu-glio 1879) manovrando secondo il vento con una leggera rettificazione a sinistra. Prendeva con sé alle Finanze il Magliani, liberale, inglese nel tratto e nello spirito, riformatore a tendenze sociali; e alla Giustizia l'incorruttibile e severo Taiani, che si era dimesso dalla magistratura per non macchiarsi di complicità in concussioni e peculati legali. Prometteva la difesa dell'ordine coli' uso solamente delle leggi vigenti e la continuazione delle riforme tributarie proposte dal Cairoli. L'effervescenza politica e sociale però non si era calmata : esplodevano dimostrazioni repubblicane in tutta l'Italia, e moti sociali a Chioggia; Garibaldi raccoglieva attorno a sé tutti i nomi più belli del radicalismo tra cui Carducci, Cavallotti, Nathan, Mario, Bertani e Imbriani per fondare la Legai della Democrazia, che propugnava la lotta senza quartiere al Papa, ili suffragio universale, !' iErèdèntismo e un piccolo stock di non catastrofiche riforme social'h Depretis riuscì a far votare la legge Baccarini, che provvedeva colla spesa di 1260 milioni alle ferrovie sopratutto dell'Italia meridionale opera dì grandiosa portata tinkariav Ma quando fece ripresentare dal Magliani la proposta dell'abolizione del Macinato, già anticipata dal Gabinetto Cairoli, si trovò improvvisamente tra i piedi l'opposizione del Senato contrario, che secondo lui doveva eÉ2jre alla Camera la supremazia in fatto; di imposte. La solita Sinistra approfittò dell'occasione e Cairoli gli dette il gambetto.
Rifacendo a rovesciatila manovra del predecessore, Cairoli (luglio-