Rassegna storica del Risorgimento

DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno <1926>   pagina <722>
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fdA- Aldo Ferrari
snia-Erzegovina, l'Inghilterra Cipro, la/Francia l'ipoteca su Tunisi. Uh talia per la sua indecisione, per la difficoltà della posizione, per l'inetti­tudine del Corti inviato a rappresentarla al Congresso, è usci colle mani nette, rifiutando Tripoli per cui avrebbe potuto accordarsi con l'Inghilterra e l'Austria. Sta bene. Si poteva, avendo ben considerato fi! caso e preso una chiara risoluzione, seguire questa via di disinteressamento coloniale che del resto rispondeva alle tradizioni o ai pregiudizi del principio na­zionale anima dell'Italia nuovaj sùdoveya pero fare almeno qualche squil­lante affermazione di programma, alzare in uin Congresso di egoismi la incontaminata bandiera del principio di nazionalità a vo;re dei popoli balcanici, ripetendo su un teatro più vasto le audacie del Piemonte nel 1856. A mani nette, ma a fronte alia. Invece nulla dì tutto era:.
Onde il doppio problema della politica estera italiana fu esasperato in tutu e due i suoi aspetti. Dalla mancata soddisfazione alle speranze di cessione del Trentino in compenso della Bosnia data all'Austria, nac­que l'irredentismo e la Campagna dell' Imbriani; dalla rivalità franco-ita­liana per Tunisi, originò nella Francia.ìfidea di precipitare la conqui­sta. La quale era quindi ormai irrevocabile, dal Congresso di Berlino. Certo però il Cairoli dimostrò in questo affare una ingenuità incredi­bile, illudendosi fino all' ultimo alle mezze parole e alle ambigue assicu­razioni della Francia. Onde questo colpo improvviso, che strappava agli Italiani quella Tunisia, dove essi rappresentavano la massa più nume­rosa di Europei, e che lo stesso Mazzini aveva assegnata all'Italia, dava il tracolilo: al Ministero.
IL MOVIMENTO SOCIALE
Intanto, coli'impeto torrentizio di un fiume precipitante per il ri­pido pendio del suo corso montano alla valle, dove poi si snoderà con acque più tranquille, s'inizia il movimento sociale cogli scoppi violenti del Bakuninismo.
Durante il periodo precedente, tutto dedito a risolvere U problema egualitario liberale e nazionale posto dalla rivoluzione democratica, l'I­talia aveva dato ben poco al Socialismo; sia nella teoria dove Mazzini, G. Ferrari, Montanelli, Pisacane avevan trattato il problema sociale pia j di sfuggita che di proposito; sia nel campo pratico dove poca 0 nes­suna risonanza aveva avuto l'azione di alcuni individui solitari delle classi superiori, volontariamente esiliatisi dal loro ambiente per spirito altruistico. I pochi giornali ispirati ai principi socialisti rappresentavano però tutte le varie tendenze della dottrina ; il mazzinianismo era propu-