Rassegna storica del Risorgimento

DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno <1926>   pagina <724>
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Aldo Ferrari
che poi man mano per il ritiro delle altre classi cade nelle mani dei * proletari e dei socialisti blanquisti proudhoniani e internazionalisti. 11 conflitto scoppia naturalmente fra l'Assemblea e la Comune; e quest' ul­tima per la disorganizzazione tecnica e perchè minoranza nella nazione e forse anche in Parigi, cade, dopo orrori dì fucilazioni e devastazioni da ambo i lati, ma sopratutto è giustizia riconoscerlo da parte dei Versagliesi. Essa va considerata una insurrezione proletaria e so­cialista, sopratutto perchè fu il Proletariato che la governò con una specie di inconfessata dittatura, ma meno assai per le misure da essa prese. La massima parte infatti erano di sapore semplicemente demo* cratico (elezione e mobilità di tutti gli impiegati nazione armata con elezione per i gradi militari separazione della Chiesa dallo Stato); alcune erano proudhoniane (autonomia comunale contro l'accentramento di Stato); poche veramente socialistiche e internazionalistiche (abbatti­mento della colonna Vendòme retribuzione troppo egualitaria agli impiagati qualche leggina sociale consegna delle fabbriche chiuse alle cooperative operaie salvo però il diritto dei padroni). E anche nella naturale esagerazione dei proclami troviamo affermazioni più mutuali­stiche alla Proudhon che collettivistiche.
Ad ogni modo, più per quello che s'immaginava che non per quello che realmente fu, essa sucitò in Italia, come nel resto dell' Europa, un forte contraccolpo; e segnò, finita la rivoluzione nazionale-democra­tica, l'inizio della novella rivoluzione proletaria. I volontari garibaldini della Francia sono i diffonditori delle idee internazionalistiche e socia­listiche, di fronte a- ;ejttj il Partito Repubblicano si" divide. Mentre Maz­zini, prèndendo subito posizione, sottopone nella Roma del Popolo a una critica coraggiosa, in parte esagerata in parte giusta, ! su0* principi (ateismo e utilitarismo federalismo antinazionale collettivismo an­tiliberale lotta di classe); Garibaldi, che pur nel programma sociale era mazziniano perchè antieollettivista e rispettoso della proprietà e per temperamento può considerarsi come uno dei precursori dell'evangelico riformismo sociale di De Amicis e Prampolini, cogliendone meglio il significato ideale e avveniristico, la difendeva, arrivando a scrivere in una lettera pubblica del 14 novembre 1771 la famosa frase: XInterna­zionale è il sol dell'avviai
In Italia era più che esiguo numericamente il Proletariato operaio, perchè mancava quasi del tutto la grande industria moderna basata sulla fabbrica meccanica, che sarebbe nata solo verso il 1880 cogli opifici meccanici e tecnici milanesi. I contadini, nelle varie categorie che vanno dal bracciante giornaliero al piccolo proprietario, i quali formavano la