Rassegna storica del Risorgimento

DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno <1926>   pagina <725>
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Destra e Sinistra
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enorme maggioranza della nazione, erano assolutamente privi di coscienza politica, come del resto aveva dimostrato la loro nessuna partecipazione al Risorgimento. Onde il Jjrimo Socialismo italiano, anche nel campo pratico, non fu affatto UU movimento di masse; ma la protesta indivi­duale di uomini, di ribelli, o, superiori moralmente, o di temperamento rivoluzionario, o refrattari per istinto alla legge. Non quindi a caso il primo Socialismo pratico italiano fu di ispirazione bakuninista: l'agita­tore russo, già da alcuni anni in Italia, trovava ivi terreno adatto alla sua propaganda sia per l'impulsività del temperamento latino, sia per le condizioni primitive e arretrate dello sviluppo economico, sia per le aderenze personali e il fascino estetico della sua singolare individualità.
BAK UNISTE E MAZZINI
Il russo Michele Bakunine (1814-1876) non è veramente un uomo di pensiero. Non ha un corpo organico di dottrina, né profondità teo­rica, né intelletto critico, né quel minimo di serenità che è pur neces­sario alla discussione e nemmeno quelle qualità formali di ordine pro­porzione chiarezza che rendono leggibile uno scrittore. Egli dalle varie dottrine dei suoi maestri (Hegel, Stirner, Corate, Proudhon, Blanqui, Marx) attinge solo quel tanto che gli serve agli scopi pratici, senza alcun interesse teorico o scientifico. Quanto all'azione, irregolare nella vita privata, scorretto e trasandato nei rapporti personali, è un rivolu­zionario che fa la rivoluzione per la rivoluzione come un poeta fa l'arte per l'arte. Non .nemmeno quel che si chiama un uomo pratico: poi­ché, non solo come tutti i suoi confratelli di temperamento si illude stranamente sulla temperatura rivoluzionaria dell'ambiente, ma non di­mostra neppure una grande abilità (al contrario per es. di Blanqui) le poche volte in cui prende parte diretta a qualche tentativo, come a Dresda nel 1849, a Lione nel 1870, in Italia nel decennio successivo.
11 suo programma politico si esprime in breve. Mutuando sopra­tutto da Max Stirner la critica filosofica e religiosa che combatte l'idea­lismo e nega Dio, da Proudhon le concezioni economiche e l'anarchia politica, da Blanqui lo spirito, giacobino insurrezionale, egli manifesta tuttavia con chiarezza il principio della rivoluzione sociale, perchè vuole l'eguaglianza economica rettamente intesa col comunismo dei beni pro­duttivi e l'abolizione dell'eredità. Ma, combattendo l'autoritarismo e lo statismo, propugna come ordinamento dell'avvenire l'anarchia, cioè una federazione di Comuni volontaria e in ogni momento scioglibile, per distruggere non solo lo Stato ma anche la Nazione, contro cui esaspera