Rassegna storica del Risorgimento

DESTRA STORICA ; SINISTRA
anno <1926>   pagina <726>
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Aldo Ferrari
il sentimento di classe fino alla guerra civile. E per instaurare questo così lusinghiero ordine nuovo egli bandisce come mezzo la rivoluzione, cioè la distruzione violenta dell'ordine presente, facendo appello perfino ai banditi* ài ladri, alle malvage passioni, ai delitti individuali (vedi circolare segreta dell'Alleanza della Democrazia, socialista oppure l'opu­scolo sui Principi della Rivoluzione in cui dice che l'attività rivoluzio­naria può manifestarsi perfino col veleni col pugnale collo knoul poiché la Rivoluzione santifica tutto senza distinzione') persuaso che Pe<fuilÌbrio futuro si stabilirà naturalmente da sé.
Lasciamo pure da parte il materialismo e l'ateismo grossolani, che non influirebbero sul programma pratico. Ma proprio circa il concretò programma pratico bisogna osservare che il suo antinazionalismo, ban­dito con tanto rumore proprio nella fase finale della rivoluzione nazio­nale, serviva incoscientemente la polizia dei tiranni e degli oppressori, mentre diventava poi purtroppo la fonte più larga dell'internazionalismo astratto e semplicistico delle classi proletarie. Anche il suo antistatismo è infantile. Abolire lo Stalo è intanto una frase senza senso; lo Stato non si può abolire ma semplicemente ridurre o trasformare riducendo al minimo le sue funzioni. Bakunine infatti intendeva ridurre lo Stato a una federazione mobile di comuni. Ma non si accorgeva, questo gran rivoluzionario, che sull'argomento in questione diventava un reazionario della più bell'acqua; poiché, come osservava Mazzini negli articoli sulla Comune, avrebbe voluto far tornare l'umanità al punto di partenza, alla condizione barbarica da cui prese le mosse. Questo antistatismo baku-minista ha solo un valore negativo in quanto può servire a ritardare il processo che tende ad aumentare esageratamente le forze e le com­petenze dello Stato.
Ma anche nell'azione pratica verso gli altri socialisti Bakunine non era stato corretto. Egli tendeva ad agire mediante una organizzazione segreta, l1'Alleanza della Democrazia socialista, intrusa nella Internazio­nale; la quale troppo spesso dirigeva i suoi colpi non tanto contro i governi imperanti quanto contro gli altri Socialisti che non accettavano né la sua ortodossia né la sua direzione. La scoperta di essa doveva dunque portare nel 1872-73 alla sua espulsione e alla polemica di Marx, che intanto sosteneva praticamente il sistema accentrato nell'or­ganizzazione dell' Intemazionale contro il federalismo autonomistico teo­rico di Bakunine;- poi combatteva teoricamente contro il concetto anar­chico che annulla lo Stato mentre egli voleva limitarlo solo a funzioni amministrative, e contro il ri voi tizio narisino astratto contrario al reali-