Rassegna storica del Risorgimento

TAPARELLI LUIGI ; RICCI MATTEO
anno <1926>   pagina <732>
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Varietà dì pagine sparse
lare.; che la Dio mercè non ne Ino il malvezzo. Riguardo alla famiglia tè nliiìff giustificare la mia espressione, giacché chiunque conosce M. Matteo Ricci ;jf); Sion può a meno .di porre ;la -sua famiglia fra le più illustri per grandi imprese: molto più poi chi ha. la sorte di novenario tra i proprii confratelli e di combatter per la stessa causa. Riguardo poi all' uomo, senza pretendere che i'tietà' così giovane abbiate ancora uguagliato quel vostro nobilissimo antenato v arredo per altro gran mercè di' Dio di esser congiunto ad uomo che in mezzo a tantafiacchezzà: 6' scioperatezza di nostra gioventù, hà!SàpuiCO: comprendere l'importanza di formare la ragione, di coltivare fòrti :S:ttidir .e di prepararsi a giovare la sua patria con qualche cosa meglio che lisciajrjilU'Ibafn" e fumare dei sigari.
E la scelta che fate del Maestro di cotor che sanno (z), per {spen­dervi gli studii e l'inchiostro, è un nuovo indizio del quanto abbiate studiato, perchè capite la lingua, ie del quanto comprendiate: la scienza, perchè ne capite l'importanza.! 'Sarebbe pur tempo che i veri dotti con-gftpngesseró- gli sforzi per rialzare quel gran nome dal fango in cui lo gettò la furba eterodossia dei protestane: e la strada che voi prendete, col consiglio di quei due valorosi : Balbo e Peyron (3). ini sembra la più bella maniera di farne: apologia presso quei tanti che la decidono senza averla mài letta.
Benedica Dio questa, e tutte le imprese della vostra penna, come tutto il presente e flayvvenire della vostra famiglia novella. Vidi eoa ammirazione in quella prima vostra lettera a stampa (4), che ai pregii
(1) n P. Matteo Ricci della Compagnia di Gesù, fondatore delle missioni nella Cina, vissuto nel Secolo XVI.
(2) Aristotele, di cui il Marchese M. Ricci in quel tempo traduceva la Politica. La traduzione vide la luce a Firenze, nel 1853, pei tipi del Le Mou­nier, con note e discorso preliminare. Sulla detta traduzione si veda il giudizio di Eugenio Camerini, in: Profili letterari. Firenze, 1870, p. ri? e ss. e cioè nel saggio: Traduttori d'Aristotele. R. Bonghi e M. Ricci* Il Camerini riporta an­che il giudizio dato allora dalla Civiltà Cattolica. Ma stri; riguardo avrò occa­sione di ritornare.
(3) È risaputo che il Riic'él sì accinse a fèadurre la Politica di Aristotele per suggerimento di Cesare Balbo. Ma non gli sarà mancato anche il consiglio dello Abate Amedeo Peyron (n. 1785 m. 1.870), sotto la disciplina del quale aveva anteriormente nel 1848 a Torino tradotto persilo esercizio le orazioni di Tucidide (v. P. Poloni:, opV cit. p. a4);,.
(4) Allude allo scritte pubblicati): dal Ricci nel 1H50. Lettera Fìhsufico-Politica, Firenze, tip. italiana. Di essa si occupò largamente il Tapnrelli sulla