Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno <1926>   pagina <733>
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Varietà, di pagine sparse 733
di sangue e di lettere aggiungete quello che agli occhi mieli ré il su­premo, un affetto sincero alla fede degli avi nostri colla franchezza ne­cessaria a professarlo,: e questa cognizione che ne ebbi della vostra scrit­tura raddoppiò in me la gioia nell'acquistarvi nipote. È questa final­mente la vera caparra delle benedizioni che vi prego dal cielo, del pro­seguimento di quella felicità che sperimentane ambedue. Poco posso of­ferirvi dal canto mio per confermarvi a fatti questi sentiménti che vi dichiaro in parole, vivendo come io vìvo; :st sequestrato dal mondo. Ma se almeno la nostra Pubblicazione '(fi-k potesse qualche cosa giovarvi per far conoscere al mondo l'opera vostra 2) tosto che sia pubblicata, voi capite 'èhe farò adesso con doppio piacere una rivista che in altri tempi non vi sarebbe certamente mancata.
Sapete che scrivo per mano altrui) perchè mezzo orbo; accogliete dunque come mio il carattere strame*), :e: mi terrete raccomandato al Signore.
Roma, 29 dicembre 1852.
aff.tno zìo LUIGI TAPARELLI D. C. D. G.
Le Speranze d'Italia del Balbo e il Governo pontifìcio.
(ERSILIO MICHEL). Le Speranze d'Italia del Balbo, com'è noto, furono pubblicate nell'aprile 1844, pochi mesi dopo il Primato del Gioberti; ma, a quanto ci è dato dedurre dai documenti dell'Archivio Segreto Vaticano, assai tardi la Segreteria dL Sitato fu informata del­l'avvenuta pubblicazione. Forse la prima segnalazione dell'opera partì da Bologna per opera di -un; frate barnabita, padre Paolo Venturini, che godeva tutta la fiducia dell'E.mo Lambruschini, Segretario di Stato, e
Civiltà Cattolica in un articolo dal titolo: Della emancipazione dei popoli adulti
(op. olì, Anno II, voi. III. 1850, p. 523; p. 570), dopo aver fatto una breve
recensione delio stesso scritto nella detta rivista (ibidem) p. 352).
(1) La Civiltà Cattatimi la rivista della quale il fi. Taparelii era: collabo­ratore assiduo, insieme ad altri dotti Gesuiti.
(2) La traduzione della Politica di Aristotele,, della quale appunto, appen pubblicata, la Civiltà Cattolica si occupò, e del lato filologico e per quanto concerne le idee svolte dal Ricci nella prefazione, che del resto erano una ri­sposta al Taparelli, e precisamente alle critiche dello stesso relative alla /era Filosofico-Politica (v. Civ. Catt. Anno .f.M Serie, voi. V, p 209 e ss,.; jfc
jft Serfoiié;; '853, p. 497-si8).
(1) Infatti la sola firma in detta lettera è autografa.