Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno
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1926
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pagina
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734
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Varietà di pagine sparse
che si manteneva con lui in frequente regolare corrispondenza, sopra tutto per quanto riguardava libri ed opere ritenute perniciose. Così, infatti, egli scriveva 1' 8 luglio : ... Qui circola, si dice, un libro di Cesare Balbo, intitolato: Le future speranze d'Italia >>. Non l'ho veduto. Il Governo Toscano lo ha proibito (i) so che se ne aspettano dai librai copie da Parigi... .
Il *3 luglio successivo il Cardinal segretario di Stato rispondeva che gli era già stata comunicata la notizia della pubblicazione e accettava l'offerta dell'invio di una copia dell'opera, quando la cosa non fosse riuscita di grave incomodo per ilpadre barnabita. Passarono sette giorni, e non avendo ancora potuto avere I'esempare desiderato, il 20 luglio, padre Venturini tornava a scrivere all'E.mo Lambruschinf:
11 libro non è ancor venuto da Parigi, dove fu stampato dall'Autore che sta in Torino; varie copie ne ha commesso il libraio Rusconi che se ne promette grande spaccio, se non viene a tempo impedito. Dallo stesso libraio, che lo ha letto, ho saputo lo scopo del libro: Indipendenza italiana fondata sull'unione dei principi e dei popoli, i quali debbono aiutarsi in una grande riforma sociale. Cacciata dello straniero dall' Italia. Niun protettorato al Papa, come vorrebbe Gioberti, non dovendosi immischiare in una supremazia spirituale. Da questo triplice scopo panni che si possa arguire di quanto pericolo debba essere la lettura di questo libro, anche per l'autorità del nome dell'autore. Appena mi verrà nelle mani lo manderò... .
Solo verso la metà di settembre arrivavano alcune copie delle Speranze al libraio Rusconi, ma, avendo padre Venturini posto sull'avviso uno dei censori di dogana, esse vennero subito sequestrate e solo alcuni esemplari furono consegnati all'E.mo Legato Vannicelli. Questi si affrettava il 20 successivo a rendere informato dell'avvenuto sequestro l'E.mo Segretario di Stato e a rimettergli una copia dell'opera, perchè si degnasse impartire in proposito quelle disposizioni che avesse giudicate più opportune. Non ci è dato conoscere in modo preciso quale sia stata la risposta della Segreteria di Stato: a tergo alla
(1) La notizia era esatta: il 20 maggio il Presidente del Buon Governo, Giovanni Bologna, diramava ordini, perchè fosse proibito lo smercio delle Speranze d'Italia , trattandosi di un libro diretto a provare che l'attuale ordinamento politico della penisola non conviene a questo paese e ad attaccare specialmente la dominazione di una Potenza che ne governa una gran parte Più. tardi, il 25 dello stesso mese, veniva denegato ancheil permesso di an nunziare l'avvenuta pubblicazione dell'opera. Cfr.: ARCHIVIO STORICO CITTADINO DÌ LIVORNO Governo di Livorno a. 1844. n. 336.