Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno <1926>   pagina <735>
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Varietà, di pagine sparso
735
lettera dell'E.mo Legato di Bologna si trova questa nota: Si esamini l'opuscolo, ossia si senta il giudizio del Rev.mo Maestro dei SS. Pa­lazzi per averne ragione nella risposta , e poi, d'altra mano: Non si ravvisa espediente rispondere d'ufficio: fu commessa la replica con­fidenziale a mons. Sostituto e questa ad mentem... .
Questi attergati che non si riscontrano frequentemente nei docu­menti vaticani, portano logicamente a congetturare che la Segreteria di Stato non abbia dato in rapporto alla introduzione e circolazione delle Speranze d'Italia le stesse disposizioni, precise e tassative, adottate dal Governo Toscano e che quindi si sia dimostrata, verso l'opera del Balbo, meno severa di quello che non era stata in rapporto al Pri­mato del Gioberti (i).
Frattanto padre Venturini si era procurata una copia dell'opera sequestrata e, dopo averne fatta lettura, la trasmetteva all'Eccmo Lam-bruschini, accompagnandola, a penna corrente, come egli stesso scri­veva, di alcune considerazioni generali, cosi acute e sensate che meri­terebbero di essere riprodotte integralmente. Basii riferire solo la con­clusione :
... Ecco le osservazioni generali che io ho Tatto sul libro, che giudico pericoloso, non perchè possa valere ad ottenere uno scopo che non dipende che da lontane cagioni diplomatiche, o da eventi di guerra, ma si per lo ecci­tamento che mette negli animi, per lo spirito di indipendenza che seco trascina quello della libertà, per le speranze nuove che sveglia in un tempo in cui tutte si dovrebbero sopire. Speranze, che ora dall'autore sono dette lontanissime,; ma sicure, ora sono dette incerte, e forse vicine, per cui vuole che l'Italia stia alla vedetta, tenga la mano sull'elsa, e non solo guardi ai casi dell'Oriente, ma stia vegliando ed origliando ad ogni occasione che può di subito avvenire, acciocché unita, armata, pronta e forte sorga e combatta per farsi indipendente; che vale a dire con una lega italica rinnovi le prove fatte una volta a Legnano, e cacciati gli stranieri, si restituisca colla indipendenza in libertà (2) .
(1) Con una circolare a tutti i Presidi delle Provincie fino dal 2 gen­naio 1844, era slato diramato ordine di impedire l'introduzione dell'opera gid-r berliana e di sequestrare le copie già introdotte, come appunto avvenne delle otto che erano giunte al tipografo libraio Giuseppe Aureli di Ancona: ARCHT-VJO SEGRETO VATICANO Segreteria di Stato 157 Stampe e libri vietati a. 1844, n. 43201.
(2) Ivi nn. 46642, 46656, 46696.