Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno <1926>   pagina <736>
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RECENSIONI
FRANCO RIBELLA, La vita e i tempi di Cesare Cubetto. In 8n pag. XIX, n39. Ed. Società Ligure di Storia Patria, Genova 1925'
Tra le personalità genovesi del sècolo .:s'ètìr;so die giaeeySHf>iiinora ignorate s'erge la figura di Cabella Cesare dì cui Franco Ridella ci ha testé narrata la vita e i tempi in cui visse. Sulla scorta di numerosi documenti inediti -rintrac­ciati specialmente nell'archivio domestico del figlio del Cabella. avjtìtoi Edoardo, a cui il volume è dedicato, 'il Ridella illustra la-vita del chiaro, genovese come cittadino, giureconsulto, oratore, Rettore e professore dell'Ateneo Ligure.
Ma il racconto n.onv ristretto alla sola persona del Gabella; dolendo raf­figurarci l'ambienta'in cui visse e crebbe, l'autore ci ;f?k rivedere l'agitata vita genovese che va dal T846 alla proclamazione del; Regno: ''Italia,, .fornendoci co­piose notizie finora ignorate.
Compagno di studi universitari insieme col Mazzini, con Campanella, con Giovanni Ruiffi-ni, igoj; De-Boni, egli non fu mai né mazziniano uè repubblicano.
A ventisei anni, nell'estate del 183, Cesale Cabelia con grande coraggio civile e impressionante eloquenza difese innanzi al tribunale militare il tenente d'artiglieria Thappaz, savoiardo, ed il dottor Angelo Orsini, genovese, imputati, il primo d'alto tradimento, il secondo di congiura, repubblicana quali affiliati della Giovine Itali, riuscendo a far commutare la pena '.di (morte .a cui sareb­bero stati di certo condannati nella relegazione in fortezza per 20 anni. Ma quella sua infiammata eloquenza che ebbe virtù -M salvare; quei due generósi tradiva in Lui un'anima troppo libera incompatibile 'coi- teinpr, sicché il Gover­natore consigliò il padre d'allontanare il figlio dal Regno di Sardegna. Fu a Napoli ed in Sicilia ove strinse amicizia con chiarissimi ingegni saliti più tardi nella vita politica italiana. Ebbe anche carteggio; goni Pietro Giordani fin dal 183* conservando 142 lettere (inedite) del grande; letterato piacentino e che il Ridella si propone quanto prima di pubblicare illustrandole.
Nel 184.7 esultò per le nuove riforme concesse da Carlo Alberto; fu il io dicembre di quell'anno al santuario d'Oregina ove Goffredo Mameli infiammò con la sua parola genovesi e piemontesi ch'erano presenti.
Nel gennaio del 1848 scrisse l'indirizzo firmato da r.ooo cittadini per l'e­spulsione dei Gesuiti e per ottenere' iMBtituziQne dèìfa Guardia Civica. Fece patte della Commissione deputata a presentarlo a Carlo Alberto, il quale, co-