Rassegna storica del Risorgimento
BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno
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1926
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pagina
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737
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m'è noto, non volle riceverlo; 'Se, TVO Se? quell'atto compiuto dai fièli della Superba contribuì non poco av.fa* convìnto -if Sovrano della necessità d'una co* stituzione.
Promulgato lo Statuto ed eletti ininistri i suoi amici marchesi Pareto è Ricci il Gabella fu presso lóro ascoltato consigliere in materie politiche ed amministrative. Apertosi nell'aprile: il' Gìholo Naziotigtè uè ;u presidente, e salutò cori ardenti parole VMeenze. Gioberti che io; visiiaa- n.. maggio successivo.
Eletto deputato di VoltHi. rPael amento saette': austra, e fu con Pareto e Ricci sostenitore di Mltó ìevlèggi che filassero aHi;incremento delle pubbliche libertà. Sorto M Ministero Gioberti ebbe importante carteggio con Riccardo Sineo, ministro degl'Interni. Gli fu offerta la carica d'Intendente Generale con pieni poteri, ma il Cabella soverchiamente- modesto ajon l'accettò, come non accettò nell'agosto 1849 di far parte d'un ministero di conciliazione.
Nel successivo ministero; G>: tgM*n'ey- fj*; relatore della risposta al discorso della Corona .esentando S. M. il Re alla prosecuzione della guerra. Seguirono I tristi -giorni della disfatta di Novara, quelli della rivoluzione e bombardamento di Genova, il che riaccese gli antichi odii fra piemontesi e genovesi. A questo proposito nel capo XXVII, parte II, del. volume sono esposte le cause antiche e recenti dell'avversione reciproca fra le- due popolazioni.
Nel marzo 183.1. rassegnò le sue dimissioni, da deputato per accudire ad incarichi professionali, Quando nel 1854 il telegrafo: e la ferrovia tra Genova e Torino gli permisero di cbtieìllaÈeTi suoi doveri di giurista con quelli parlamentari accettò nuovamente il mandato politico offertogli dal IV Collegio di Genova.
Nel 1855, come tant'altri, parlò contro la legge per l'intervento del Pie-r monte alla guerra di Crimea. Cavour, giudice competente, ne apprezzò gli argomenti, ma fece passare la legge pei suoi finì; di- politica nazionale e che non potevano da tutti essere intuiti. Tuttavia lo definì : le plus habile des orateursgénois
Nell'aprile T86D, votata l'annessione delia Toscana col Regno di Sardegna, Genova con nobile atto fraterno pensò restituire a Pisa le catene del suo porto rotte e predate, quale trofeo di guerra, dagli uomini delle sue galere dopo la battaglia della Meloria. Il Cabella, con altre personalità cittadine, fu incaricato a compiere quell'atto di fratellanza. En quella occasione Egli rivolse SS pisani un discorso denso d'italianità ed ispiralo ai pijù; magnanimi pensieri.
Il grande Statista T'avrebbe volato', assodare al suo ministero, mail Gabella non volle saperne malgrado l'offerta gli fosse stata fatta più vòlte.
Nel 1870 venne nominato senatore su proposta del ministro Lanza, suo avversario politico, il quale, nel comunicargli la nomina con una nobilissima lettera gli scrisse fra l'altro le seguenti parole: per onorare le virili deWawèr-smo Oh gran virtù dei cavalieri antichi t
il volume del Ridetta ricco, di notizie gustose si legge con molto diletto. Egli ha fatto opera commendevole per onorare la memoria di Cesare Cabella che fu ai suoi tempi Vanto della coltura genovese.
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