Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; STATO PONTIFICIO
anno <1926>   pagina <738>
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Recensioni
CARLO DE FRANCESCHI, Memorie autobiografiche, con prefazione, note e appen­dici a cura del figlio Camillo. Trieste. Tip. del Lloyd Triestino, 1U26, pp. 30u (Estratto dall' Archeografo Triestino , voi, Xll delia III* Serie).
Nella gloriosa schiera dei pairioiti e degHsCriUorichenell'Istriae nella Venezia Giulia mantennero sempre viva la fiaccola dell'italianità, Carlo De Franceschi oc­cupa senza dubbio uno dei primi posti. Intorno a lui, e al grande amore che nutrì costantemente per la terra nativa, sì avevano già notizie nelle opere che trattano delle lotte dell'irredentismo istriano e giuliano, ma sempre brevi, scarse, frammentarie: questo volume pubblicato, dalla pietà del figlio, pone nella de­bita luce la figura del patriotta tenace e dello scrittore operoso e grandemente pregiato e benemerito.
Prefazione e memorie autobiografiche si completano a vicenda e contengono notizie così abbondanti e copiose, intorno ad uomini e cose, che costituiscono insieme una fonte preziosa per quanti in seguito vorranno trattare di; (singole uomini o di singoli luoghi dell' Istria e della Venezia Giulia, e anche della Li-bornia, nel periodo del Risorgimento. Perchè Carlo De Frahceschi, sebbene fosse grandemente affezionato alla nativa terra di Pisino, non rimase sempre nel me­desimo luogo. Prima, le ragioni stesse di giudice e di magistrato lo obbligarono a passare da una città all'altra; poi, gli avvenimenti politici del 1848 lo manda­rono deputato al Parlamento austriaco a Vienna e a Cremsier; più tardi i so­spetti della polizia e la perdita dell' impiego lo obbligarono, per sopperire ai numerosi bisogni della sua famiglia, a trasferirsi a Fiume e a prestare i servigi nello studio legale dell'avv. Thierry, e, in fine, la riforma amministrativa del 1861 e la prima Dieta istriana gli consentirono, con la sua nomina a segretario pro­vinciale, il sospirato ritorno in patria.
Nei vari luoghi di sua dimora il De Franceschi dimostrò sempre- i su'oisen­timenti liberali e propugnò contro slavi e tedeschi l'italianità dell'Istria. Niera sempre, s'intende* nello stesso modo, cioè valendosi degli stessi mezzi, perchè, com'è facile immaginare, negli anni della reazione non era possibile, né a lui né ad altri patriota delle regioni italiane irredente, di conservare quell'atteg­giamento decisamente ostile e battagliero che avevano assunto dopo la rivolu­zione di Vienna. Allora si dovette riprendere queir azione: 1 propaganda più cauta e segreta che era stata esercitata nel periodo della vigilia; e quando non era loro consentito altro mezzo più efficace, i patriOtti istriani e giuliani si applicavano con grande ardore allo studio dei problemi economici e alla ricerca e illustrazione dei monumenti e documenti che testimoniavano della romanità e della italianità delle loro regioni.
Anche sotto questo rispetto, storico e scientifico, copiose notizie si leggono nei capitoli di queste Memorie, scritte nell'agile forma di lettere familiari, e anche nella stessa prefazione, in cui, senza che l'affetto di figlio faccia velo al suo giù-