Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <748>
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Luisa Fiori
Ma alla soluzione violenta non si era disposti pel momento e dopo lunghi e lenti negoziati l'I, R. Governo si rassegnava. ;a parziali Resti­tuzioni. Il i gennaio 1856 anche il nostro emigrato ebbe notizia che il sequestro era tolto in via di giustizia, non di grazia e senza con­dizioni, ma egli non seppe rallegrarsene finché non fa. informato che non si trattava di una eccezione, ma di un provvedimento generale.
Fra tante preoccupazioni d'ordine morale ed economico gli avevano portato conforto la nomina a Cavaliere dei S. S. Maurizio e Lazzaro decretata dal Re, il i giugno 1853,,di motu proprio, nomina che date le circostanze ifi, tempo e di persona dimostrava nel sovrano intendi­menti antiaustriaci, e la sua candidatura posta al II" Collegio di Torino, vacante per la morte del Balbo, prospettata dalla stampa come una di­mostrazione politica di protesta.
Eletto, prestava giuramento il 15 novembre, sciolta la Camera su­bito dopo, egli era rieletto dallo stesso collegio 1* 8 dicembre ed entrava a fair parte del centro sinistro, composto* come scriveva, al Montanelli di Qèf[ uomini M specchiata onestà e di non dubbio patriottismo, i quali -aMne volte sedevano meco sovra i banchi della sinistra; sono dun­que ministeriale, se così ti piace di chiamare chi vota col Ministero non per sistema, ma per convinzione . Il suo modo di vedere palesaMH pertamente in Parlamento gjv m Io voglio l'Italia italiana, la voglio a ogni prezzo .
La necessità d'tui programma, che governasse il movimento pro­babile, diventava ogni giorno più sentita, anzi ben presto i programmi politici si moltiplicarono ed in tutti is annunziava la scoperta del bal­samo taumaturgico che doveva chiudere la gran piaga delle nostre di­scordie. Richiesto del suo voto su questo argomento da una nobilissi­ma parte dell'emigrazione italiana, nel novembre del '54 attraverso la stampa egli concre.tàva j suo Credo politico (3) : devozione alla Casa Savoia, finché questa : fosse per l'Italia libera ed una, iusione di ;tuè j le correnti liberali della penisola ed utilizzazione delle forze rivoluZi> * narie nella guerra nazionale, respingendo il programma di quanti ri­mandavano a guerra iéiiita la decisione dell'ordinamento monarchico o'j repubblicano, stato unico, od a federazione, poiché sarebbe stato assurdo chiedere a Vittorio Emanuele di farsi banditore d'una crociata che à- vrebbe potuto chiudersi bensì con una vittoria, ma che gli togliesse
(1) Memorie, voli- HI, p. {2) Ivi,, g. 7.
(3) Ivi P- 9-