Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <750>
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Luisa Fiori
considerare favorevolmente il programma di Manin e nessun organo ufficiale aveva dichiarato di avversare come dannosa o sgradita.l'unione italiana, molti giornali piemontesi tennero un linguaggio apertamente ostile, gli uni gridavano all'apostasia, rimproverandogli di aver disertato per crearsi un piedestallo, altri lo accusavano di aver svelato intempe­stivamente il grande arcano della politica piemontese. In sostanza i re­trivi ed i conservatori temevano che il Re raccogliesse l'appello ed at­tuasse un programma che appariva troppo ardito e pericoloso,, i mu-nidpalisti prevedevano che la Nazione costituita avrebbe annullato la posizione egemonica del Piemonte, i repubblicani inveivano perchè vèr niva meno una nuova colonna al pericolante partito.
In sua difesa prese la penna il Pallavicino pubblicando nel Di­ruto un articolo divisò in tre parti, in cui combatteva le accuse re­lative al passato ed al presente del povero dittatore, riassumendo e riaf­fermando i loro onesti principi. Ma la cosa era di interesse troppo vivo perchè si esaurisse con questa replica, molti articoli furono stesi per combattere il programma che trovava in Piemonte, dove tutti erano, secondo il marchese, macchiati della stessa pece il piemontesistno meno aderenti che in quelle provincie d'Italia che mordevano ancora il freno.
Deciso a combattere fino all'ultimo sangue poiché poteva man­cargli l'ingegno ma non ti coraggio e la costanza , ribatteva dalle co­lonne del Diritto all'Italia e Popolo con articoli che vennero poi raccolti in opuscolo col titolo Della Questione Italiana , e mentre il valoroso luogotenente combatteva in Piemonte in mezzo a tanto malvo­lere, a tanta incredulità per quell'idea, che era stata innanzi tutta sua, il Manin che vi era giilfi più tardi per via di necessarie rinunzie, doveva pure lottare in Parigi con una lega di murattisti e di mazzi­niani che gli facevano sottomano una guerra spietata. Il Pallavicino lo invitava a perseverare assicurandogli che là nuova bandiera trovava il favore di gran parte dell'esercito, pareva non spiaeesse al Re, il quale, letto il suo ultimatami,, ne aveva mostrato soddisfazione e aveva fatto ringraziare il marchese che ne era il rappresentante in Piemonte* pb-cendogli poi la relazione, della battaglia giornalistica si rallegrava di potergli accertare che Garibaldi era con loro (i) ho veduto una sua lettera e Valerio in cui mi loda il nostro pensiero .
Ma il dubbio a volte assaliva lo.stesso Pallavicino sembrandogli che Casa Savoia non volesse iniziare il movimento sotto I propri au-
(r) Memorie, voi, IH, pp. 310-gti,