Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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755
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// marchese Giorgio Trwuhio-PaUaviànw <(jyfi6-T7) 75
cava, fra l'indifferenza e la diffidenza, appoggi che avvalorassero la sua propaganda, dal Governo non vennero aiuti nemmeno indiretti, né incoraggiamenti. L'ammirazione riconoscente dovuta al genio di Cavour non impedisce di ammettere come prima del '60, egli credesse utopisti che le aspirazioni all'unità d'Italia e come tali non le incoraggiasse. Anche quando la maggioranza dei radicali assennati a quasi tutta l'emigrazione aveva aderito alla Società e questa era divenuta una potenza on solo in Piemonte, ma influiva su tutta la Penisola, anche quando i rapporti col Governo si fecero più facili, il Conte diffidava ancora e diceva al suo confidenti JjpJj Certo l'Italia diventerà una Nazione, secondo il piano della vostra società, ma se in due, in venti o in cento aimi oy/estò non lo so .
Frattanto il 22 settembre 1857 Manin si era spento in Parigi, la morte aveva tolto alla causa santa il valido appoggio di una mente e-quìlibrata e direttiva. Il Pallavicino benché affranto da un immenso dolore, seppe reagire al primo smarrimento, sorretto dall'imperioso dovere di non lasciare a mezzo l'impresa con tanta fatica iniziata. Notizie sempre più soddisfacenti giungevano dai comitati sparsi per tutta l'Italia, in Piemonte alcuni giornali avevano aderito al programma del partito e ne sostenevano la campagna, oltre al Piccolo Corriere, giornaletto ebdomadario, militavano in favore V Unione ed il Patriota, i rapporti col Governo erano migliorati se non soddisfacenti pienamente. Gli stessi insuccessi repubblicani di Genova, Livorno, Sapri parevano aver dato valore all'idea monarchica, quantunque però il Pallavicino non credesse definitiva la caduta del Mazzini (2) : Mazzini ha la na-Jyfra del gatto: fa cadute terribili e non si rompe mai il collo .
Il Ministero dunque attaccato da clericali e liberali imbecilli guardava con maggior benevolenza del passato alla Società Nazionale, tanto che in vista delle prossime elezioni Cavour faceva sapere al Pallavicino che il Qoverno avrebbe appoggiate apertamente e con piacere la sua candidatura, che gli si proponeva di porre però in un collegio della Liguria sembrando poco probabile la rielezione in Torino. Era queste una delle solite mezze misure del Conte? Certo la rielezione nella capitale del Piemonte, col favore governativo, di uno dei Presidenti della Società Nazionale poteva torse trovare ancora un po' restio il Primo Ministro, ma il Marchese respingeva la proposta rispondendo
(j) TRBITSCKE: Cavour, pp. 124-125. (fi)' Memorie, voi. Ili, p, 411.