Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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759
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// marchese Giorgio Trivulzio-Pallavicino (iygó-rSy8) 759
truppe austriache varcavano il Ticino e le prime colonne francesi passavano le Alpi per collegarsi all'esercito piemontese.
Tutto pareva volgere al meglio quand'ecco Villafranca.
I fatti davano carattere di profezia ad anteriori dichiarazioni dei Pallavicino che non aveva mai creduto ad una Francia leale, disinteressata e cavalleresca che volesse redimere l'Italia per amore di giustizia.
Così .che a ragione poteva affermare in un rapido appunto dell'8 luglio (1): // tradimento di Napoleone III'... mi addolora, ma non mi sorprende: Io lo prevedeva o piuttosto lo presentiva s>. Non aveva però perduto la fede nel Re ed invitato ad aderire al partito mazziniano, die trovava facile e largo campo in quei primi momenti di sbigottimento e di delusione, rispondeva con un rifiuto asserendo che, se tradimento c'era stato, Vittorio Emanuele n'era vittima e non autore e che anzi si era reso benemerito offrendo all'Italia l'ultimo scudo e 1 'ultimo soldato del Piemonte. Come scriveva a Garibaldi (2) egli persisteva nel credere Che la salvezza sarebbe ancora venuta dalla concorde unione degli Italiani intorno all'Eletto della Nazione e finché questi si serbava fedele al giuramento prestato, avrebbe creduto di fallire alle leggi dell'onestà e dell'onore mutando bandiera. Al che Garibaldi rispondeva (3* 1 sono con voi, con Vittorio e con VItalia. Il resto lo disprezzo. E spero che non passerà mollo, risorgeremo in campo a finirla i>~
I 1860-1878
La Farina, il quale lavorava attivamente a promuovere il plebiscito neh" Italia Centrale, pensava a riordinare la Società Nazionale, incitava il Pallavicino a riassumerne la Presidenza, ma il marchese rifiutò 1* incarico (4), affermando che nelle presenti circostanze e cogli ostacoli posti dalla Francia, l'attuazione del loro programma gli pareva impossibile; la Società avrebbe dovuto trasformarsi in società segreta ed egli non si sentiva dì diventare un altro Mazzini, Cavour, al quale La Farina chiedeva consigli in proposto, rispondeva nello stesso senso, sebbene con argomentazioni diverse.
II Marchese declinando l'invito augurava ottimo successo al La Farinai il quale apertamente gii asveva dichiarato che avrebbe fatto con
(1) Memorie, voi. Ili, p. 534-
(2) Ivi, p. 537.
(3) Ivi, p. 540.
(4) Ivi, p. 541-