Rassegna storica del Risorgimento

PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno <1926>   pagina <764>
immagine non disponibile

764
Luisa Fiori
lettere seguite da un lungo artìcolo (r) steso da Mazzini vennero dif­fuse in fogli volanti intestati : L * ostracismo a chi non è He apostata né ribelle. -
Il 4 ottobre dunque il Marchese era stato investito dei poteri pro-dittoriali, era questa nomina una garanzia della lealtà dei propositi di Garibaldi verso la Casa Savoia. Il Pallavicino, nemico delle situazioni equivoche, accettava la carica dichiarando (2) : Né Cavouriano, né mazziniano.' Come] voi, mio grande amico, io voglio VItalia una indivisibile collo scettro costituzionale di Casa Savoia , e questi scopi e questi fini del Governo provvisorio egli sottolineava nei due proclami," emanati il 5 ottobre per le Provincie Meridionali ed II 6 alla Guardia Nazionale.
I primi suoi atti di Governo furono volti a ristabilire l'ordine e la normalità in quelle popolazioni turbate e sgomentate dalla situazione eccezionale creata dalla rivoluzione e poteva con giusto orgoglio scri­vere a Cavour il io ottobre (3): Ella dubitava che io potessi fare un miracolo. In sei giorni io ne ho fatti quattro : soppressione della segre­teria generale del Dittatore (opera del Bertani e compagnia) abolizione dei pieni poteri accordati ai governatori delle Provincie, abolizione di qualsivoglia adunanza di colore politico, Plebiscito . Infatti rompendo gli indugi era riuscito, imponendosi colla sua incrollabile fermezza, a far approvare dal Consiglio dei Ministri 1' 8 ottobre il decreto (4) di convocazione per il 21 ottobre dei Comizi per accettare o respingere il seguente plebiscito : < Il popolo vuole VItalia una ed indivisibite, con Vittorio Emanuele, re costituzionale, e suoi legittimi discendenti .
II Pallavicino scartava come pericolosissima l'idea dell'Assemblea Costituente, che Mordi ni dietro consentimento del Dittatore pensava convocare in Sicilia per il primo novembre, e fermo in tal principio si trovava di fronte Crispi e Cattaneo, coi quali ebbe violentissimi di­battiti.
Fra i due prodittatori vi era stato antecedentemente uno scambio di vedute per combinare un'azione concorde allo scopo di giungere al­l'unificazione italiana, ma poi mentre il 5 ottobre il Mordini invitava i siciliani ad eleggere un'Assemblea, il Pallavicino 8 chiamava il popolo napoletano al plebiscito per l'annessione incondizionata al Regno Sardo.
(1) Museo del Risorg. di Milano, Raccolta- Bertarfiìli.
(2) Memorie, voi. Ili, p. 613.
(3) Ivi, p. 623.
(4) Ivi, p. 621,