Rassegna storica del Risorgimento
PALLAVICINO TRIVULZIO GIORGIO GUIDO
anno
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1926
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pagina
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767
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Il Marchese Giorgio Trivulzio-Pallavicino (ij6-i8'j8j j6f
di assumersi i poteri prodittoriali e di formare il nuovo Ministero, ma questi, dopo un colloquio col Pallavicino, dichiarava che i suoi sentimenti gli avrebbero imposto di non scostarsi di una linea dalla condotta del dimissionario, che Crispi era troppo inviso alla maggioranza dei napoletani per poter ricostituire un Governo in cui egli avesse parte.
La mattina del 13 ottobre Garibaldi giungeva a Napoli e dal Palazzo della Foresteria parlava al popolo, fra gli evviva al suo nome, al Re, al Pallavicino e gli abbasso ai fautori dell'Assemblea. Il Marchese era incerto sul modo di comportarsi, poiché le sue dimissioni non erano state ufficialmente accettate, ma il generale informato della sua presenza nel Palazzo volle personalmente andare a lui e tenendogli la mano (1); gli confessò che la sua lettera a Mazzini gli era spiaciuta, perchè faceva piacere a Napoleone soggiungendo: Per queir assemblea volete gk nire oggi alle due al fialazzeo Angri dove si discuterà e la maggioranza avrà ragione?
Il Guardione (2) vorrebbe rendere responsabile il Marchese delle dimostrazioni antimazziniane, asserendo:
L'intelletto piccino del Pallavicino, nella popolosa capitale, istigava, istigato dal Conforti, i lazzaroni a gridar " morte al Mazzini ,,, Il Pallavicino, schiavo alla volontà del Conforti, e questi a quella del Conte di Cavour, stabiliva il giorno delle elezioni .
Ma il Pallavicino, che per amor di patria osava porsi contro il suo grande amico, soltanto per meschinità d'intelletto avrebbe cercato un alleato nel Conforti? Il Pallavicino, che aveva apertamente invitato Mazzini a partire in nome dell'ideale comune e che in ogni atto del suo governo predicava la concordia, la solidarietà, l'amore, avrebbe commesso la viltà e la imprudenza di allearsi colla plebaglia per affermare il suo programma?
Questo ormai era entrato nella coscienza pubblica e trionfava non solo per l'apostolato di un uomo ma per volontà popolare.
Il Marchese andò a Palazzo d'Angri col Conforti e col Caranti, lungo Toledo, le vetture del Dittatore e del Pallavicino, passando fra due ali di popolo plaudente, furono coperte da foglietti col Si,
L'imponente dimostrazione, i consigli dei più, gl'indirizzi (3) della Guardia Nazionale e della popolazione invocanti il plebiscito e la ricon-
(1) Memorie, voi. UT, pp. 630-31.
(2) SALAzARO, p. 69, op. cit.
(3) R. GUARDIONE, // Plebiscito nelle Provincie Meridionali d Italia, in Risorgimento Jt., dicembre 29x0.